Warriors in difficoltà: scambi imminenti per Thompson e Green?

Warriors in difficoltà: scambi imminenti per Thompson e Green?
Warriors

In quest’atmosfera di tensione che avvolge la NBA, dove il calcolo dei salari e le strategie di scambio giocatori diventano sempre più cruciale, gli Golden State Warriors si trovano in una posizione peculiare. Occupando il dodicesimo posto con un record non propriamente brillante di 17 vittorie e 20 sconfitte e situandosi al di fuori della zona play-in, la franchigia californiana detiene anche il monte stipendi più oneroso e maggiormente tassato dell’intera lega.

In questo contesto, l’affermazione di Shams Charania di The Athletic suona quasi come un toccasana per gli appassionati del basket: tutti i giocatori dei Warriors, ad eccezione dell’icona Stephen Curry, sarebbero potenzialmente inseriti nella lista dei trasferibili. È una dichiarazione che pesa come un macigno, soprattutto se si considerano nomi del calibro di Klay Thompson e Draymond Green, pilastri storici del team.

Tuttavia, Thompson sta attraversando un periodo di forma tutt’altro che esaltante, mentre Green deve ancora rientrare da una sospensione che ha persino fatto vacillare la sua volontà di continuare a giocare. Di fronte a queste incertezze, emergono voci secondo le quali entrambi potrebbero non avere un futuro a lungo termine con i Warriors. Nonostante ciò, un loro scambio prima della scadenza delle trattative prevista per l’8 febbraio, rappresenterebbe un vero e proprio fulmine a ciel sereno.

Il focus si sposta poi su Andrew Wiggins, il cui nome è stato accostato a possibili movimenti di mercato, ma la lista non si esaurisce qui. Tra i giovani che potrebbero fare le valigie troviamo Jonathan Kuminga, apprezzato dall’owner Joe Lacob, Brandin Podziemski e Trayce Jackson-Davis. Stranamente, Moses Moody sfugge a tale selezione, nonostante anche lui abbia manifestato frustrazione per il limitato spazio concessogli in campo.

In questo scenario di potenziali cambiamenti, l’organizzazione di San Francisco guarda con diffidenza a contratti gravosi e di lunga durata. Tale approccio trasforma in improbabile un trasferimento di Zach LaVine, guardia dei Chicago Bulls, o di Dejounte Murray, il cui contratto quattroennale di 114 milioni di dollari lo rende un investimento a lungo termine.

Più accostabile alla situazione dei Warriors è Pascal Siakam, ala forte dei Toronto Raptors, che si avvicina all’ultimo anno di contratto e sembra una soluzione più logica per il team. E mentre le sorti di Chris Paul, Kevon Looney e Gary Payton II rimangono in bilico, non è da escludere che possa emergere qualche colpo di scena.

In un campionato dove la strategia e la gestione finanziaria possono rivoluzionare le fortune di una squadra da un momento all’altro, i Warriors stanno navigando in acque turbolente, cercando di riassettare la loro flotta. Le mosse che faranno o non faranno entro la trade deadline di febbraio saranno determinanti per tracciare il corso futuro della squadra e, perché no, anche per mantenere vivo il sogno di un altro titolo.