Il grande cambiamento: come il cancro non sconfiggerà più il futuro!

Il grande cambiamento: come il cancro non sconfiggerà più il futuro!
Cancro

Il diritto all’oblio oncologico rappresenta una pietra miliare nella tutela della dignità e dell’inclusione sociale delle persone che hanno affrontato e sconfitto una delle battaglie più ardue: il cancro. Questa normativa, approvata sia alla Camera che al Senato, è un segnale di evoluzione civica e di attenzione alle dinamiche umane che spesso sfuggono ai radar della burocrazia e del mercato.

La legge si pone come un baluardo contro le discriminazioni che possono colpire chi ha avuto un passato oncologico. Non è raro infatti che, una volta superata la malattia, le persone si trovino a combattere un’altra battaglia, quella contro i pregiudizi e le barriere che la società erige, talvolta inconsciamente. Il lavoro, la capacità di accedere a servizi bancari e finanziari, l’ottenimento di una polizza assicurativa: tutti ambiti in cui la storia clinica oncologica di un individuo può diventare un fardello ingiusto e limitante.

Il diritto all’oblio oncologico interviene in questi scenari, garantendo che una volta che il paziente sia stato dichiarato guarito, cioè dopo un periodo variabile a seconda del tipo di tumore ma solitamente non inferiore ai cinque anni senza recidive, la sua precedente condizione di malattia non debba più costituire un ostacolo o un fattore di discriminazione.

La misura è innovativa e risponde a un’esigenza sociale di grande attualità. Il numero di persone che riescono a sconfiggere il cancro è in costante aumento grazie ai progressi della medicina e alle campagne di prevenzione. Si tratta di una popolazione che si ritrova a dover vivere con un’etichetta che può rendere più complesso il già difficile percorso di reinserimento nella quotidianità.

Concretamente, il diritto all’oblio impedisce agli istituti di credito, alle compagnie assicurative e ai datori di lavoro di chiedere informazioni o di utilizzare quelle in loro possesso relative alla pregressa malattia oncologica di una persona nel momento in cui questa si rivolge a loro per accedere a servizi o opportunità lavorative. In pratica, la vita di chi ha avuto un cancro deve poter procedere senza che il fantasma della malattia continui a esercitare un’influenza negativa.

La normativa si traduce anche in un incentivo per le persone che hanno superato il cancro a proseguire la loro vita senza timore di stigmatizzazioni o di conseguenze che potrebbero derivare dall’aver avuto una malattia. È un invito a guardare avanti, a riconoscere che la malattia è una pagina da voltare e non un capitolo che definisce l’intera esistenza di un individuo.

In una società che mira all’inclusione e al rispetto dei diritti individuali, il diritto all’oblio oncologico è una scintilla di speranza che illumina il cammino di tanti. Si pone come esempio di come la legge possa essere uno strumento di giustizia e uguaglianza, affinché nessuno debba più essere penalizzato per una battaglia che ha già avuto la forza e il coraggio di vincere.