Belinelli: una carriera di successo e il sostegno di Basile contro Scariolo

Belinelli: una carriera di successo e il sostegno di Basile contro Scariolo
Belinelli (Instagram)

Le pagine de La Gazzetta dello Sport oggi si tingono dei colori della Virtus Bologna per celebrare una figura che incarna l’essenza del cestista moderno: Marco Belinelli. Non vista solo come una guardia eccezionale, ma anche come un pilastro di esperienza e carisma, Belinelli sta vivendo una seconda giovinezza che fa discutere gli addetti ai lavori e appassiona i tifosi.

Tra le voci che si sono levate in questa giornata di omaggi e riflessioni, spicca quella di Gianluca Basile, storico compagno di squadra e fratello d’armi sul parquet. Basile, con l’occhio critico di chi ha condiviso vittorie e battaglie, esprime senza mezzi termini la sua indignazione per gli eventi dello scorso anno. Il trattamento ricevuto da Belinelli sotto la guida di coach Scariolo viene definito da Basile come “scandaloso”, un giudizio severo che sottolinea la presunta miopia nel non riconoscere il valore ancora inestimabile di Marco.

Basile procede con un elogio alla mentalità e alla professionalità di Belinelli, evidenziando come la guardia della Virtus Bologna giochi con un’intelligenza sopraffina, facendo leva sul lavoro di squadra e inserendosi con maestria nel sistema tattico dell’allenatore Sergio Banchi. Quest’ultimo viene riconosciuto da Basile come un catalizzatore in grado di vedere in Belinelli il leader vero, una guida tanto in campo quanto fuori.

Belinelli ha ancora le doti per fare la differenza

Il ricordo poi si sposta indietro nel tempo, quando Belinelli e Basile condividevano i colori della Fortitudo Bologna. Era il 2005 e Marco era una promessa di appena 19 anni, già brillante, già determinato, già, per così dire, predestinato a lasciare il segno. La Fortitudo quell’anno si aggiudicò lo Scudetto, un trampolino di lancio per la carriera internazionale che attendeva Belinelli.

Basile racconta un aneddoto che rispecchia la personalità e l’etica lavorativa di Marco: il consiglio di arrivare in campo prima e di uscire dopo di lui non era necessario per spronare il giovane Belinelli. Marco, infatti, possedeva già quella fame, quel rigore nell’allenamento, quell’insaziabile voglia di migliorarsi che lo hanno portato a calcare i parquet più prestigiosi del mondo.

L’articolo, composto da un mix di rievocazioni e commenti attuali, descrive un Belinelli che è più che un semplice atleta: è il simbolo della resilienza, della dedizione al gioco del basket e della capacità di rialzarsi dopo le critiche. Un uomo che, con la sua etica e il suo basket, continua a ispirare generazioni di sportivi, dimostrando che il vero talento sa come brillare anche dopo i periodi bui, e che i veri campioni sono coloro che non si arrendono mai.