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ATP Finals, Jannik Sinner oggi alla prova verità contro il numero 2 al mondo Danil Medvedev

Un gesto che resterà per parecchio tempo scolpito nella memoria di tutti gli appassionati italiani di tennis quello compiuto a fine partita da Jannik Sinner.

Il forte tennista italiano che si sta imponendo in tutto il mondo, agli ATP di Torino è stato autore di un gesto bellissimo. A fine gara ha voluto fare una dedica a Matteo Berrettini che aveva dovuto abbandonare il torneo per infortunio.

Si pensava che tra i due ci fosse un’accesa rivalità che è stata smentita dalla dedica di Sinner. Jannik, con un pennarello rosso, ha scritto su una delle tante telecamere del campo indoor di Torino “Matteo sei un idolo” con un cuoricino.

Riccardo Piatti, allenatore di Sinner, ha così commentato il gesto del suo allievo: “Non lo aveva certo programmato. Anzi ha stupito anche noi. Lui è un ragazzo che non esprime spesso le sue emozioni, ma la vicenda di Matteo l’ha certamente colpito. Fanno lo stesso mestiere, lavorano per raggiungere certi risultati e nessuno meglio di loro può capire cosa si prova“.

LA PROVA DELLA VERITA’

Oggi Jannik Sinner, dopo aver battuto a sorpresa in soli due set Hubert Hurkacz, dovrà vedersela con Danil Medvedev, numero 2 al mondo e ultimo trionfatore agli US Open.

Una partita estremamente difficile per Jannik ma il giocatore italiano è in grado, con il suo immenso talento, di far saltare il banco e di giocarsela fino alla fine contro il più quotato avversario.

LE PAROLE DELL’ALLENATORE DI SINNER

Oggi tutti attendono una prova maiuscola di Jannik Sinner, anche il suo coach si aspetta grandi cose: “Ha perso due volte con lui. E la seconda volta ha già giocato meglio. Sono curioso di vedere come andrà stavolta e per questo sono felice che si affrontino. Perché è vero che Djokovic è il giocatore più forte al mondo, ma Medvedev è il più caldo e il più in crescita del momento. Giocare le Finals e entrare nella Top 10 era l’obiettivo di inizio anno. Ma non dobbiamo sentirci arrivati, la strada è ancora lunga. Questo era solo un gradino della scalata“.