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Ibra e il discorso motivazionale a Sanremo: “Ogni giorno puoi fare la differenza”

Ibra e il discorso motivazionale a Sanremo: "Ogni giorno puoi fare la differenza"

Ibra a Sanremo ha scelto la strada dell’ironia per portare sul palco il suo personaggio: l’atleta di successo, l’uomo sicuro di essere il migliore al mondo. Arrogante ai limiti della caricatura. Il gioco ha funzionato, e proprio per questo, il finale non poteva essere diverso, ma con un tono differente. Perchè Ibra ha deciso di concludere la sua avventura nel mondo dello spettacolo italiano con un discorso motivazionale. Può farlo, perchè è un ragazzo arrivato al successo nelle condizioni più difficili. Lui, ragazzo del ghetto. Svedese ma non di origini, per farsi accettare e apprezzare ha dovuto faticare il doppio. Ha voluto condividere le sua mentalità con gli italiani. Perchè la sua filosofia può essere applicata a tutti e alla vita di tutti. Non necessariamente a chi calca palcoscenici importanti.

Ecco le sue parole, come sempre in terza persona, come per dare ancora più importanza al personaggio e scinderlo dalla persona:

“Tutti conoscevano già Zlatan prima di questo festival e allora perché è venuto qui? É venuto perché gli piacciono le sfide, l’adrenalina e crescere. Se non sfidi te stesso non puoi crescere”.

Poi passa alla prima persona, autocelebrando i suoi successi, ma non nascondendo i fallimenti: “Quando scendi in campo puoi vincere o puoi perdere, io ho giocato 945 partite ne ho vinte tante, ma non tutte. Ho vinto 11 scudetti, ma ne ho anche perso qualcuno. Ho vinto tante Coppe, ma ne ho anche perse qualcuna. Sono Zlatan anche se non ho vinto tutte le partite”.

Infine il messaggio motivazionale e il ringraziamento all’Italia:

“Sono Zlatan quando vinco e quando perdo. Ho fatto più di 500 gol, ne ho anche sbagliato qualcuno. Pochi… Qualche rigore andato male, ma il fallimento non è il contrario del successo: è una parte del successo.

Fare niente è il più grande sbaglio che puoi fare: ti dico una cosa se sbaglia Zlatan puoi sbagliare anche anche tu. Ogni giorno puoi fare la differenza: impegno dedizione costanza concentrazione. Ho organizzato questo Festival, che nel suo piccolo può essere di Zlatan. Ognuno di voi può essere Zlatan, non è mio Festival e nemmeno quello di Amadeus, è il vostro Festival. Quello dell’Italia intera. Grazie Italia, la mia seconda casa”.