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Milan, naufragio a Udine e Giampaolo in confusione

Sembra non finire mai il lungo tunnel in cui si è infilato il Milan negli ultimi anni. I rossoneri ripartono da Giampaolo ma se possibile peggiorano ancora rispetto alle stagioni precedenti, perdendo a Udine al termine di una partita in cui Piatek e compagni non sono stati in grado di tirare una sola volta in porta e mostrando un possesso palla sterile e una manovra offensiva inesistente.

A rendere ancora più deprimente la situazione per i tifosi rossoneri le dichiarazioni nel post partita di Giampaolo, che con un atteggiamento remissivo ammette di essersi reso conto di non avere gli uomini per proporre il suo modulo preferito, il 4-2-3-1, e di essere propenso a modificarlo. Dichiarazioni che lasciano perplessi: non si era accorto delle caratteristiche dei suoi uomini durante tutta la preparazione? Cambiare tutto ora significa buttare gran parte del lavoro svolto durante la preparazione.

La formazione proposta ieri a Udine era sembrata da subito senza senso. Un centrocampo a tre composto da tre giocatori fuori ruolo: Calhanogu, Paqueta e Borini non hanno mai giocato da centrocampisti puri. Con l’aggiunta di Suso trequartista, cosa mai vista finora e Castillejo seconda punta, giocatore già mediocre nel suo ruolo naturale di esterno, assolutamente nullo accanto a Piatek.

Insomma c’è molto da riflettere sulle scelte di Giampaolo, che a questo punto sono sembrate un monito alla società: non ho gli uomini per proporre il mio calcio: se non si interviene sul mercato in quest’ultima settimana, le prospettive sono buie.