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Sale il nervosismo di Conte: salta la trattativa più facile e il ritiro si avvicina

I giorni passano, il ritiro si avvicina e il nervosismo di conte sale per una serie di trattative, in uscita e in entrata, che non si sbloccano. Marotta sta lavorando giorno e notte, ma si tratta di situazioni complicate. In entrata, quella che sembrava più semplice si sta improvvisamente complicando: è quella per Dzeko. Dopo la cessione di Manolas al Napoli, la Roma non vuole rischiare l’effetto supermercato e punta i piedi. Lo spiega la Gazzetta: “La Roma per cedere Edin Dzeko all’Inter vuole una contropartita che abbia un valore pari a 20 milioni. Punto. Il problema è come individuarla. Da Trigoria chiedono almeno 12 milioni in contanti e poi un “conguaglio” tecnico di pieno gradimento. Che non è quell’Edoardo Vergani, baby di talento, che pure è aleggiato per tutta la giornata nell’ambiente del mercato. Logico che il club giallorosso preferirebbe tutto cash, ma è pronta ad accettare che un giocatore nerazzurro sia inserito nella trattativa, ma solo se funzionale ad un progetto tecnico che sta nascendo”.

In questo senso la Roma spera di portare a termine un’operazione simile a quella che ha portato in giallorosso Zaniolo. Ma l’Inter non vuole correre il rischio di una seconda brutta figura n questo senso, e dice no: “Il nome del prescelto non è un mistero, visto che si tratta di Sebastiano Esposito, attaccante classe 2002, gioiello delle giovanili interiste, ma la Roma sa bene che i dirigenti nerazzurri non hanno nessuna intenzione di cederlo. Per questo la situazione è apparentemente di stallo, ed è opportuno stare attenti all’avverbio – apparentemente – perché ci potrebbero essere al più presto accelerazioni con l’inserimento di un nome di un calciatore nerazzurro della prima squadra (ma non Icardi né Nainggolan). D’altronde, tutto lascia pensare che il finale sia scritto: Dzeko andrà all’Inter – con cui ha già da tempo raggiunto un accordo – ma per arrivare ai titoli di coda occorrerà che anche la Roma sia pienamente soddisfatta. E al momento ancora non lo è”, spiega la Gazzetta.