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Infermiere killer: ha ucciso 85 pazienti iniettando loro farmaci letali

Arriva l’ergastolo per l’infermiere killer che in cinque anni ha ucciso quasi 100. Trovano finalmente giustizia le vittime di Niels Hoegel, ex infermiere di 42 anni, condannato al carcere a vita per aver ammazzato 85 dei suoi pazienti.

Il giudice Sebastian Buehrmann, che ha emesso la sentenza, ha riconosciuto la “straordinaria gravità” dei delitti commessi dall’imputato, decidendo l’ergastolo al posto dei 15 anni generalmente considerati la pena massima.

Già nel 2008 era stato condannato per tentato omicidio a 7 anni e mezzo di prigione e successivamente era arrivata la pena dell’ergastolo per altri sei omicidi. Per l’uomo si è concluso il terzo processo a suo carico: è stato riconosciuto colpevole della più lunga serie di omicidi del secondo Dopoguerra nel suo Paese.

L’accusa lo ha riconosciuto colpevole di aver ucciso quasi 100 persone che erano affidate alle sue cure negli ospedali in cui lavorava.

Secondo i giudici, Hoegel è stato il responsabile della morte di 85 dei suoi ex pazienti, tutti delitti compiuti tra il 2000 ed il 2005 nelle cliniche Oldenburg e Delmenhorst, nel Nord del Paese.

L’uomo iniettava nei malati farmaci che si sono poi rivelati letali, causandone gravi scompensi e collassi cardiaci in modo che lui stesso potesse intervenire per rianimarli ed essere considerato un eroe in caso di loro sopravvivenza.

Quasi sempre però il salvataggio non riusciva e i pazienti perdevano la vita. L’ex infermiere, nel corso del processo tenutosi presso il tribunale distrettuale di Oldenburg, si è “sinceramente scusato con tutti per il danno che ho fatto durante tutti questi anni”, aggiungendo di essere “giorno e notte perseguitato da vergogna e rimorso. Nel corso degli accertamenti legali, più di 130 esumazioni erano state richieste per costituire il capo dell’accusa.

Hoegel non ha subito ammesso tutti gli omicidi: disse di averne compiuti solo 43. “La verità – è emerso in dibattimento – è che questo angelo della morte agiva solo per il suo narcisismo, per mettersi in mostra”. “Quest’uomo dal carcere non deve uscire vivo. Abbiamo aspettato anni per avere giustizia”, hanno detto ai media locali i parenti delle vittime.