Novità dall'estero

Madre single paga attore da 10 anni per fingersi il padre della figlia

Voleva evitare che sua figlia soffrisse e si sentisse esclusa dagli altri bambini perché non aveva un padre. E così una madre single giapponese ha deciso di assoldare un uomo affinchè fingesse di essere suo padre, come un vero e proprio attore. Ma non riesce più a dire la verità, e così la recita dura da 10 anni.

L’assenza del papà si è fatta sentir intorno ai 10 anni, quando la bambina, confrontandosi con gli altri amici, ha iniziato a capire che qualcosa mancava nella sua vita. La bimba cambiò comportamento, si chiuse in se stessa e si rifiutò di andare a scuola.

La mamma doveva trovare un rimedio. E così decise di rivolgersi a un’agenzia di “noleggio di amici e parenti”. Un’agenzia che solitamente forniva attori che fingevano di essere parenti o fidanzati, magari per fare bella figura alle cerimonie oppure per mettere fine a domande dei parenti sulla propria vita privata.

La richiesta della mamma era decisamente originale: le serviva un papà per la sua bambina.
“La mia richiesta era molto semplice”, ha raccontato la mamma. “Innanzi tutto, volevo che dicesse quanto fosse dispiaciuto che non potesse essere nella vita di Megumi fino ad allora. Inoltre, volevo che ascoltasse quello che voleva dirgli”. La mamma aveva raccontato alla figlia che suo padre si era risposato e ora aveva un’altra famiglia, ma che lui l’aveva contattata di recente perché voleva incontrare la figlia. All’inizio, la ragazza reagì male, ma alla fine accettò di incontrarlo. “C’erano emozioni molto complesse”, ricorda l’attore circa il suo primo incontro con Megumi. “Mi ha chiesto perché non fossi venuta a trovarla prima, e ho sentito il suo risentimento”.

Le cose iniziarono ad andar bene, e la bambina era contenta. Così fermarsi diventò impossibile. Ma i problemi erano economici, per il costo dell’attore, e psicologici, perchè sopportare il peso della bugia nei confronti della figlia, che ormai era legatissima al padre, era terribile.

“Cambiare personalità e identità è molto importante in questo lavoro”, spiega il papà attore. “Ma io sono umano, e così, naturalmente, sarebbe una bugia se dicessi che non provo alcun conflitto emotivo nel dire ‘ti voglio bene’ a un bambino. Ma questo è un business, devo farlo, e devo continuare a ricordarmelo”.

Per il momento la recita va avanti, in attesa che arrivi il momento giusto per raccontare la verità. Ma il momento giusto arriverà mai?