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Juventus, Ancelotti in pole: e il Napoli blocca Gasperini

L’esonero di Allegri potrebbe innescare un clamoroso movimento di panchine in serie A. La Juventus starebbe corteggiando in maniera insistente Carlo Ancelotti, individuato come il tecnico dal profilo ideale per riportare la Juventus in alto anche in Europa. In questo senso Carletto avrebbe uno sponsor d’eccezione come Cristiano Ronaldo, che dopo la deludente esperienza al primo anno con Allegri, spinge per un tecnico che abbia mentalità offensiva e vincente.

Ancelotti sta benissimo al Napoli, e non avrebbe mai pensato a un addio dopo solo un anno. Ma il richiamo della Juventus è molto forte, anche per riprendere quel discorso interrotto tanti anni fa, quando lasciò dopo non essere riuscito a vincere nulla. Al punto che si costruì a Torino la fama di eterno secondo, salvo poi spazzarla via in tutte le sue successive avventure vincendo tutto.

L’ambiente Juventus come l’accoglierebbe? Ricordiamo che all’epoca della prima avventura, Ancelotti fu pesantemente contestato, con striscioni del tipo “Un maiale non può allenare”. I tifosi bianconeri non gli perdonavano alcune frasi dette quando allenava il Parma. Ora come sarebbe l’accoglienza?

In tutto ciò c’è De Laurentiis, che non sarebbe certo contento di dover ripartire da zero. Ma va anche detto che il presidente del Napoli ha verificato personalmente come nemmeno Ancelotti possa fare miracoli, e il bilancio del passaggio da Sarri al tecnico ex Real Madrid non ha portato miglioramenti,ne sul piano dei risultati ne tantomeno su quello del gioco. Parlare di delusione forse è eccessivo, ma probabilmente De Laurentiis non vivrebbe l’addio di Ancelotti come un dramma. Anche perchè ha già pronto il nome del sostituto: quel Giampiero Gasperini che porterebbe gioco come Sarri, valorizzazione dei giovani e soprattutto un drastico abbassamento della voce ingaggio allenatore.

Resta da convincere Ancelotti che nel suo libro qualche anno fa scriveva: “Torino non mi piaceva. Troppo triste, lontana un paio di galassie dal mio modo di essere” – “La Juventus era una squadra che non avevo mai amato e che probabilmente non amerò mai, anche per l’accoglienza che qualche mente superiore mi riserva ogni volta che torno. Per me è sempre stata una rivale” – La Juventus era un ambiente totalmente nuovo per me. Non mi sono mai sentito a casa, mi sembrava di essere l’ingranaggio di una grande azienda. Per il sentimento, prego, rivolgersi altrove”.