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Barcellona, dietro l’eliminazione di Messi c’è un raccattapalle

Non sono stati solo Klopp, Origi, Wijnaldum e le pessime prestazioni di Messi, Suarez e soprattutto della difesa a causare la clamorosa eliminazione del Barcellona dalle semifinali di Champions League. In una serata perfetta come quella di Anfiled tutte le componenti devono essere al posto giusto, e allora andando ad analizzare meglio quanto successo martedì sera in Inghilterra, si scopre che c’è anche un altro ‘eroe’, decisamente meno famoso ma che con la sua professionalità è stato decisivo per la qualificazione del Liverpool.

Il gol decisivo della qualificazione, quello del 4-0 contro il Barcellona, è stato merito sicuramente della furbizia di Alexander-Arnold, che ha visto Origi solo al centro della’rea di rigore, di Origi stesso, rapido a mettere dentro, ma soprattutto di quello che ormai i media inglesi e soprattutto i tifosi dei Reds stanno celebrando come il migliore in campo di quella sera.

Si tratta del raccattapalle, Oakley Cannonier, 14 anni. Osservando meglio il gol del 4-0, si nota come il ragazzino sia stato decisivo nel consentire ai Reds di effettuare una rimessa battuta velocemente, da cui è partita l’azione che ha portato al quarto e decisivo gol del Liverpool. Il pallone dato subito a Trent Alexander-Arnold è stato fondamentale.

E allora per premiare il ragazzino, una leggenda come Graeme Souness, ex centrocampista del Liverpool tra il 1978 e il 1984, ha proposto che gli sia regalato al ragazzo un biglietto per la finale di Madrid. Anche perchè in quell’occasione, giocandosi la partita in campo neutro ed essendo lui di parte, di certo non potrà stare a bordo campo per aiutare la sua squadra.

Un dettaglio che potrà sembrare banale ma che non lo è affatto. Bisogna infatti riflettere sul fatto che sul 3-0 il Liverpool non si è rilassato, e non ha allentato i ritmi, soddisfatto già di aver rimontato il Barcellona,magari aspettando di andare ai supplementari come avrebbe potuto fare una squadra italiana, assalita dalla paura di subire un gol che avrebbe compromesso tutto. Il Liverpool ha continuato a spingere per trovare il quarto gol, e il fatto che la rimessa in gioco, grazie al raccattapalle che ha assimilato la mentalità di Klopp e dei Reds, sia stata così veloce, ne è la conferma. Senza questa mentalità, chissà se sarebbe arrivato il quarto gol che ha sancito la seconda finale di Champions consecutiva del Liverpool.