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Allegri: “Il mio tempo alla Juventus è finito”

L’incontro di oggi tra Massimiliano Allegri e Andrea Agnelli è servito per chiarire alcuni punti fondamentali per il tecnico, sempre più indeciso se proseguire la sua avventura con la maglia della Juventus. Ad alcuni suoi amici, secondo il ‘Corriere della Sera’, Allegri avrebbe confidato che la sua avventura alla Juventus è ormai giunta al capolinea: “Il mio tempo qui è finito”, sarebbero state le parole del tecnico livornese.

Di sicuro c’è che lasciare la Juventus per Allegri non sarebbe facile, ma al tempo stesso il tecnico è tentato da una nuova avventura, sicuramente all’estero. Il valzer delle panchine potrebbe iniziare subito dopo la Champions, e l’eliminazione cocente del Barcellona a Liverpool potrebbe spalancare le porte del Camp Nou ad Allegri. Una tentazione difficilissima cui resistere.

Allegri sa bene che ormai la vittoria dello scudetto non entusiasma più alcun tifoso della Juventus, e sa altrettanto bene che la vittoria della Champions, anche alla luce di quanto vissuto in questa edizione sulla propria pelle e di quanto visto con le eliminazioni di big come Barcellona e Manchester City, non può essere programmata più di tanto.

Ecco perchè cambiare aria potrebbe far bene ad Allegri, magari andando in un campionato in cui la vittoria del titolo è vista come un traguardo importante: Spagna e Inghilterra si tutti. Allegri non vuole comunque lasciare la Juventus da un giorno all’altro, e ha presentato le sue richieste ad Agnelli: un contratto fino al 2022, con ritocco verso l’alto. Più rinforzi a centrocampo in difesa, chiarezza sulla questione Dybala e incidere maggiormente in chiave mercato.

Condizione che comunque, anche se venissero soddisfatte, non cancellerebbero completamente i dubbi del tecnico. E a questo punto anche della società, che si sta guardando intorno per non rischiare di iniziare la stagione con un allenatore demotivato. La Juventus vuole avere una dimensione più internazionale, non solo dal punto di vista delle vittorie ma soprattutto del gioco. In questo senso Guardiola e Pochettino restano obiettivi assoluti.