Scienze e Tecnologia

Ricaricare lo smartphone meno di una volta a settimana: tra sogno e realtà

Vi piacerebbe poter ricaricare lo smartphone meno di una volta alla settimana impiegando soltanto pochi secondi? Siamo sicuri di sì. Gli smartphone ci hanno cambiato la vita, ancor più dei semplici cellulari. Compagni fedeli della nostra quotidianità, nostra finestra sul mondo, ponte d collegamento costante, audio, video e di testo con amici, parenti, colleghi e perchè no, sconosciuti. Ma al contrario dei cellulari, che già avevano cambiato la nostra vita, gli smartphone hanno una autonomia limitatissima. Le batterie, pur potenti e tecnologicamente sempre più avanzate, non possono star dietro a messaggini, connessione internet, musica, video, telefonate e colori sgargianti in una illuminazione a giorno.

E così, se va bene, siamo costretti a ricaricare il nostro smartphone almeno una volta al giorno, se è nuovo. I più fortunati riescono ad arrivare a un paio di giorno, chi è nel mezzo si accontenta di ricaricarlo ogni notte, tutti gli altri viaggiano perennemente con carica batterie al seguito alla ricerca di una presa elettrica come di un’oasi nel deserto o di una bombola di ossigeno per respirare.

Perchè ammettiamolo: quando non ci funziona lo smartphone, perchè è scarico, è rotto, non prende, lo abbiamo dimenticato a casa o in auto, ci sentiamo mancare l’aria. Ci sentiamo isolati, siamo convinti che ci stiamo perdendo qualcosa, che qualcuno di importantissimo ci sta contattando e noi non possiamo rispondere, e che questo nostro silenzio o assenza, anche solo per un’oretta, potrebbe farci morire socialmente o farci cadere nell’oblio.

E allora per tutti i malati di tecnologia, arriva una buona notizia: in futuro, non troppo lontano, si potrebbe ricaricare lo smartphone meno di una volta alla settimana impiegando soltanto pochi secondi. Tutto merito dei nuovi super condensatori flessibili sviluppati dagli esperti di nanotecnologie dell’Università della Florida Centrale. Si tratta di dispositivi capaci di immagazzinare rapidamente più energia rispetto alle tradizionali batterie al litio, mantenendo la propria stabilità per oltre 30 mila cicli di ricarica. Ne parla la rivista ACS Nano. Una invenzione che potrebbe rivoluzionare anche il settore delle tecnologie indossabili e delle auto elettriche.

La loro potenza sta nel fatto che questi super condensatori sta nell’impiego di nuovi materiali bidimensionali con lo spessore di un solo atomo. Il gruppo statunitense guidato da Yeonwoong ‘Eric’ Jung propone questa nuova tecnologia grazie a un nuovo approccio di sintesi chimica, che ha consentito di realizzare super condensatori composti da milioni di microscopici fili. Parliamo di fili di un diametro dell’ordine dei milionesimi di millimetro rivestiti da materiali bidimensionali.

Meccanismo che consente al ‘cuore’ ad alta conduttività facilita il trasferimento degli elettroni per velocizzare la carica. Nel frattempo il rivestimento con i nuovi nanomateriali consente di avere maggiore densità di energia e di potenza. Sono anche più duraturi, se si pensa che le batterie al litio di un comune smartphone iniziano a ‘perdere i colpì dopo circa 1.500 cicli di ricarica, mentre i nuovi super conduttori mantengono la loro stabilità per oltre 30 mila cicli.

Il processo produttivo di questi dispositivi, che sarà presto brevettato, «non è ancora pronto per la commercializzazione – frena Jung – ma rappresenta un’importante prova di principio: il nostro studio dimostra il forte impatto che potrà avere su molte tecnologie».