Lippi, dall’alto della sua esperienza, commenta quanto visto nelle prime tre giornate di campionato: “Niente di diverso dal solito. Le punzecchiature tra Inter e Juve, i rendimenti altalenanti”. «A Firenze non è piaciuta ma non dobbiamo pensare negativo, un’ora di gioco non fa testo”. “Sarri non si aspettava a inizio di campionato di dover gestire una rosa così numerosa, lui che a Napoli aveva i titolarissimi. È una cosa un po’ difficile, ma non credo siano questi i problemi. C’è stima reciproca con la società e una predisposizione mentale a sapere che cambiare modo di gioco e di allenarsi è una cosa che richiede tempo, e tutti i giocatori devono entrare in condizione”. Su Conte: “È un trascinatore, lo era anche da giocatore, lui vede la squadra come una realtà unica in cui tutti sono a disposizione per gli altri”.

Su Mancini: “Sta dando un grande segnale di cambiamento, ha cominciato un nuovo lavoro in un momento di grande difficoltà. Bravo a chiamare giovani che non erano stati utilizzati in campionato dai loro club o in Champions. Il messaggio più importante oggi l’ha dato il c.t. Io potevo scegliere in campionato su un 60% di giocatori italiani, lui deve farlo su una quota del 40%, ma le mamme italiane sono state brave e i ventenni di oggi sono ottimi giocatori”.

Sulla Var: “Ne penso molto bene, li aiuta ad evitare degli errori. C’è anche in Cina, anche se a volte ci vogliono anche 7-8 minuti per riprendere il gioco: la Var deve servire solo per stabilire se la palla è entrata in porta o per casi importanti come quello successo a noi nella finale del mondiale contro la Francia. Si devono ridurre gli interventi sennò si fa confusione”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.