Per l’Inter arriva un ciclo terribile di impegni, ma Conte vuole pensare una gara alla volta: “La gara della vita è domani”. Arriva Champions, derby, Barcellona e Juventus. “Sono gare molto impegnative. Non è questione di misurare le nostre ambizioni, piuttosto dovremo cercare di fare del nostro meglio, pensare di partita in partita, step by step, affrontare tutto al massimo della concentrazione. Vogliamo mantenere alto l’entusiasmo, è giusto che ci sia ma va dosato. L’Udinese è un’ottima squadra, dovremo fare attenzione. In queste partite ci sarà possibilità di giocare per tutti”.

Su Sanchez: “E’ un giocatore forte, ha qualità, velocità, forza e resistenza. Negli ultimi due anni gli è però successo qualcosa. Devo riportarlo a regime, va riportato ad essere quello che conosciamo. Deve entrare nella nostra idea di gioco, è il mio compito: se guardiamo in giro, molti calciatori oggi top player lo sono diventati dopo che con me erano sconosciuti o reduci da campionati non buoni. Alexis ha iniziato a capire l’identità di gioco, quando sarà pronto ci sarà una grossa mano”.

Su Lukaku: “E’ entrato nel pianeta Inter con grande disponibilità, il resto del gruppo l’ha capito subito, l’ha accolto nella maniera migliore, ha qualità calcistiche e doti umane, è un ragazzo di valore. E durante la partita non è detto che debba far per forza gol, pensa per la squadra e non per il gol. Lui capocannoniere al posto di Ronaldo? Romelu pensi a lavorare e a fare il bene della nostra squadra. I gol li ha sempre fatti, vedremo alla fine quanti ne avrà segnati”.

Sugli obiettivi: “Intorno a noi si percepisce entusiasmo, questo è un bene. Però questo entusiasmo deve essere dovuto al fatto che i nostri tifosi vedono che si stanno gettando basi per qualcosa di importante. Si vada oltre il risultato. L’Inter ha idee chiare, sono arrivati tanti giocatori e altri importanti sono andati via. Quel che si fa finta di non vedere è che l’Inter è la squadra tra le grandi che ha cambiato più di tutte le altre: 10 giocatori, oltre l’allenatore, naturale possa esserci un periodo di assestamento. E’ il nostro punto interrogativo, dobbiamo farlo diventare un punto esclamativo. Stiamo assorbendo l’idea di calcio, il tempo gioca a nostro favore”.

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