L’Inter e Icardi si avviano verso una ‘non’ soluzione della vicenda che farebbe male a tutti. Icardi potrebbe restare in nerazzurro, ma fermo per due anni. Un danno non da poco alla sua carriera, per lui che è nel momento clou dell’attività agonistica.

L’Inter pagherebbe uno stipendio sontuoso a un giocatore la cui cessione avrebbe portato tanti soldi, e che invece rischia di perdere a zero. Infine i tifosi, che comunque la pensino, vengono privati di un giocatore che li ha fatti esultare e non poco, senza che venga rimpiazzato. Insomma una guerra in cui perdono tutti. Come in tutte le guerre.

Icardi, porta in faccia a sorpresaLo spiega la Gazzetta: “Sembra una di quelle vecchie battaglie di trincea, in cui ci si fa male senza muoversi per mesi di un centimetro, in attesa che il fronte “nemico” crolli o che qualcuno decida di trattare una pace. Qui però i tempi della diplomazia, e degli avvocati intermediari, sembrano finiti. E oltretutto non si spara un colpo, anzi su entrambi i fronti ci si muove nei termini della legalità, dell’ostentato rispetto, della proclamata tranquillità. È guerra fredda, quindi, con posizioni inconciliabili, corsa agli armamenti ma al tempo stesso attenzione a non far deflagrare il conflitto latente in una sanguinosa battaglia legale. Se Mauro Icardi e il suo entourage hanno preso la decisione che assicurano definitiva di restare all’Inter, anche di fronte alla prospettiva di essere “fuori dal progetto”, la società è altrettanto irremovibile: se la situazione non si sbloccherà, se il centravanti resterà, non pensi di poter essere reintegrato. Zhang, Marotta e Conte sono pronti a trascinare la “guerra fredda” alla sua estrema conseguenza: portare Mauro a scadenza di contratto, fra due anni, senza farlo giocare mai. Poi potrà andarsene a zero e cercarsi una nuova squadra, ma dopo due anni di inattività agonistica.

Insomma, la presa di posizione di Wanda e del suo assistito non scalfisce la linea dura del club, peraltro condivisa dal tecnico Conte, che non ha mai aperto a un suo reintegro e che anche nelle brevi comunicazioni con il giocatore è sempre stato freddo. Wanda oggi ha lasciato le vacanze di Ibiza per tornare con i figli a Milano. Sui social ha postato le foto dei bambini con un messaggio stavolta un po’ meno criptico: “La nostra felicità è quella dei nostri figli. La pace di ritornare a casa, Milano”. Un modo per ribadire quanto fatto capire nei giorni scorsi: non ci sono più margini per un trasferimento, perché si sarebbe superata la deadline di fine luglio che gli Icardis si erano dati per ipotizzare un trasloco. La gestione familiare, comprensiva di un sesto figlio probabilmente in arrivo, è una variabile nuova nei trasferimenti dei calciatori. Ma quasi tutto, in questa vicenda, ha pochi precedenti. Non si ricordano nemmeno casi di giocatori lasciati ai margini della squadra per due intere stagioni, al meno di non considerare il brasiliano Ramires che allo Jangsu di Suning, è rimasto fuori per oltre un anno dopo un contenzioso col club (ha rescisso a maggio). Però la guerra fredda non permette cedimenti e la linea del club è questa: Mauro si allenerà con i compagni o con i preparatori, ma poi non verrà mai convocato. Il tutto cercando di evitare ogni possibile appiglio per una causa legale: quindi Icardi potrebbe essere inserito nelle liste per il campionato e forse anche per la Champions (a meno che l’esclusione possa essere giustificata da problemi numerici di una rosa sovrabbondante), ma senza avere possibilità di essere convocato, anche in emergenza. Per Icardi il danno è chiaro, ma anche per il club, oltre alla questione economica, ci sarebbe la logorante gestione di un caso perenne. È una situazione in cui perderebbero tutti. Ma nelle guerre, calde o fredde, va quasi sempre così”.

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