Milinkovic Savic è da un paio danni un oggetto prezioso del mercato europeo. Forse troppo prezioso, al punto che la quotazione richiesta da Lotito rischia di imprigionare un giocatore che piace ma che deva ancora dimostrare di essere un fenomeno assoluto tale da meritare i prezzi che il numero uno biancoceleste chiede: “Se spero che l’offerta per Milinkovic non arrivi? Io non ho bisogno di sperare nulla, non ci siamo proprio posti il problema. Abbiamo già comprato diversi giocatori e per fortuna non dobbiamo vendere prima di far mercato”.

“Ringrazio per questa possibilità di poter mostrare un processo formativo di crescita. Al mio esordio parlavo di calcio didascalico e moralizzatore, ossia il calcio come un modo per insegnare ai giovani i valori dello sport, i valori fondanti della società civile. Sono sempre stato convinto di dover unire l’aspetto fisico e quello culturale, perchè l’uomo è soprattutto forza intellettiva. Questa consente di garantire la libertà e la capacità di scelta. Noi abbiamo attivato tutta una serie di iniziative che volevano portare i giovani verso questo processo. La scelta dei giocatori nella Lazio avveniva non a caso tramite tre parametri, tra cui proprio la moralità. Siamo stati i primi in Italia a dotarci del supporto dello psicologo, per i ragazzi e i genitori. Questi ultimi a volte snaturano il calcio, che deve rimanere un gioco. Tutte le nostre attività devono portare avanti il merito, chi vale deve andare avanti”.

“Tra un paio di mesi finiranno i lavori e vedrete che Formello diventerà un fiore all’occhiello per il calcio italiano e uno dei primi in Europa. Vogliamo che all’interno del centro ci siano dei percorsi scolastici. Lo sport in passato veniva considerato alternativo all’aspetto culturale, mentre oggi le due cose devono andare di pari passo: mens sana in corpore sano. La possibilità di una prospettiva rende serene le persone e mentre si fa sport si può valutare se il calcio è il giusto sbocco per il futuro, oppure no. La filosofia deve essere ‘Si vince tutti insieme’. La Lazio ha passato momenti difficili, oggi è in grado di poter istituire dei percorsi che vanno a valorizzare il patrimonio umano che la circonda. Il lavoro e i sacrifici pagano sempre’ è la frase che più rispecchia la realtà. Oggi rivendico con orgoglio non solo la crescita a livello di risultati sportivi, visto che dopo la Juventus siamo quelli che hanno vinto più di tutti. Vedendo Tommaso (Rocchi, ndr) mi viene in mente l’ultimo giorno del primo mercato in cui comprai nove giocatori. Io assicurai a lui una crescita sportiva e un percorso post carriera. Lui è la testimonianza che la Lazio punta sulla qualità delle persone. Io svolgo il ruolo del padre famiglia: sono sì il proprietario, ma avendo la passione comune del tifoso ho l’obbligo di conservare e tramandare i valori. Oggi la Lazio è una società che fonda i ragazzi, un riferimento certo per i giovani. Io dico sempre ai giocatori che devono essere un esempio per i giovani e se i comportamenti sono giusti allora questo diventa un aspetto fondamentale. Abbiamo riscoperto il merito. In bacheca rimane sì un trofeo, ma nel quotidiano sono importanti i valori, alla base di una società civile sana in cui ribadisco, deve prevalere il merito. Sulla carta siamo tutti uguali, ma poi in pratica non lo siamo. Ed è giusto che ci sia una formazione a 360°, quindi la Lazio sta cercando di dotare i propri atleti di tutti gli strumenti necessari. Bisogna ribaltare una filosofia per permettere la valorizzazione della persona. Vogliamo dare a tutti la libertà di scegliere il proprio destino. Questo è quello che farò sempre: rendere libera questa società e dettare noi le linee guida”.

“Tra due mesi con la fine di alcuni lavori avremo altre strutture all’avanguardia. Ho diviso gli spogliatoi, la palestra, il settore medico e la palestra di Primavera e settore giovanile. Devono respirare la stessa aria, ma rimanere separati. Fondamentale è l’esempio. Poi avremo una struttura su sei ettari che sarà una specie di campus. Abbiamo una visione strategica, non andiamo a caso. Sia nella locazione dei centri che nel bacino si avranno le giuste strutture. Sullo stadio io ho fatto da apripista nel 2005. La miopia politica dell’epoca ci ha impedito di costruire uno stadio di primo livello in ambito internazionale. L’imèpianto sarebbe stato raggiungibile vi gomma, ferrovia e fiume, partendo da Castel Sant’Angelo. Una volta un dirigente mi disse che sono con 5 anni d’anticipo e questo può creare dei problemi. Io cerco di imparare dalla storia, storia magistra vitae. Sulla base delle nozioni entrate a far parte della persona, si riescono a prendere le giuste decisioni, ovviamente dettate dall’esperienza. La capacità di scegliere si ha solo con una visione a 360°. Poi alla fine sarà la storia a valutare i vari comportamenti. Per noi la costruzione degli uomini è una ricchezza. Rocchi è un patrimonio storico-sportivo. La dimostrazione della crescita di un club che al mio arrivo non aveva più un settore giovanile”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.