Mai sottovalutare la sofferenza che può provocare la presa in giro, oggi chiamata bullismo, soprattutto se reiterata. SU menti fragili può attecchire in maniera devastante, e altrettanto devastanti possono essere le conseguenze. Quello che per qualcuno può essere divertente, una innocente presa in giro per un taglio di capelli, per qualcun altro può essere il seme della violenza e, in alcuni casi della pazzia.

Solo così si può spiegare la vicenda che ha coinvolto un ragazzo di ventotto anni, arrivato a uccidere il proprio barbiere di quattro anni più giovane a quanto pare perché insoddisfatto del taglio di capelli che quest’ultimo gli aveva fatto. La tragedia – a scriverne sono i media britannici – si è consumata domenica nella città di Troitsk, in Russia.

Il delitto è avvenuto in strada davanti ad altre persone, che nulla hanno potuto fare per fermare la furia omicida di Pavel Luzyanin. La vittima si chiamava Dany-Dastan Adkhamov, immigrato dall’Uzbekistan e conosciuto in città per essere un bravo parrucchiere che faceva tagli a prezzi modici. Secondo quanto ricostruito, l’omicida non tollerava più le critiche al suo ultimo taglio di capelli. Da quando era andato dal barbiere gli amici infatti lo prendevano in giro dicendo che sembrava un carcerato. Era anche tornato da lui per farsi sistemare il taglio, ma nemmeno questo ha fermato quanti lo prendevano in giro. E alla fine le critiche hanno spinto il giovane, probabilmente ubriaco, a uccidere il barbiere.

Il barbiere ucciso in strada sotto gli occhi dei passanti – Il killer ha trascinato la vittima in strada e lo ha colpito più volte al petto con uno spiedo da barbecue. Poi, come mostrano le telecamere di sicurezza che hanno ripreso la scena, è tornato indietro per infliggergli un ultimo colpo al collo. Tutto è accaduto sotto gli occhi di alcuni passanti. Il ventiquattrenne è rimasto a terra ed è morto prima dell’arrivo dell’ambulanza. Luzyanin, già conosciuto alle forze dell’ordine per reati precedenti, è stato arrestato mentre cercava di lasciare la città. “Conosco Pavel da cinque anni – ha raccontato un amico – Era un ragazzo gentile e disponibile, ma aveva l’abitudine di bere tanto e certamente questo non gli mai fatto bene”.

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