Per un anziano il modo in cui si verrà trattati una volta passato a miglior vita diventa importantissimo. Un qualcosa cui si pensa giorno e notte. Una ragione, assurdo dirlo, di vita. Soprattutto se si crede molto nella religione, nell’aldilà e nei riti funebri. Ecco perchè per molti la scelta tra l’essere seppelliti e la cremazione fa una grande differenza. C’è chi preferisce l’una o l’altra. C’è chi è totalmente disinteressato a questi argomenti, beato lui. Molto dipende anche dalla cultura e le persone possono avere convinzioni molto forti in un senso o nell’altro. E può addirittura spingere a porre fine alla propria vita.

Quello che è accaduto in Cina deve far riflettere: si è verificata una ondata di suicidi di anziani dopo che le autorità della provincia cinese di Anhui hanno chiuso i cimiteri dal primo giugno scorso. Il problema infatti è che i cimiteri della zona sono completamente pieni, e non c’è spazio per creare nuove tombe. Da luglio, quindi, tutti i defunti vengono cremati. Di dare altro spazio ai cimiteri, infatti, non se ne parla perché le autorità sembra non vogliano sottrarre terreno alle coltivazioni.

E così in seguito all’annuncio dato dal Governo che sarebbero state accettate salme per la tumulazione solo fino a fine maggio, molti anziani, specie nelle campagne, sono rimasti letteralmente scioccati dal momento che la cremazione va contro la tradizione e le credenze popolari cinesi.

E così, diversi anziani hanno fatto una scelta estrema, ma era quella che a loro è sembrata l’unica soluzione: togliersi la vita, in modo da fare arrivare la loro salma al cimitero prima di inizio giugno ed avere così la possibilità di essere seppelliti.

Non sono mancate le critiche alle autorità: “E’ difficile per gli anziani accettare le nuove regole, quindi il governo avrebbe dovuto dare più tempo per pensarci, non introdurle in così poco tempo”.

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