Sembra impossibile che nel 2019 possa accadere ancora qualcosa di simile, ma è la realtà. Una ragazza di 17 anni del Sud Sudan è stata venduta all’asta come sposa su Facebook, suo malgrado. In cambio della giovanissima sposa, il venditore ha ottenuto dal miglior offerente 500 mucche, due automobili di lusso, 10mila dollari, due bici, una barca e alcuni smartphone.

La compravendita, avvenuta sotto gli occhi di tutti sul popolare social network, è stata monitorata dal quotidiano britannico ‘The Guardian. Quando si è capito che non si trattava di uno scherzo, è scattata la mobilitazione di attivisti e associazioni sud-sudanesi, che hanno denunciato la palese violazione dei diritti umani, attaccando anche il mancato intervento da parte degli amministratori di Fabebook, che hanno permesso che avvenisse una cosa del genere sul proprio social network senza che venisse impedita e soprattutto denunciata alle autorità.

Sono stati necessari diversi giorni prima che il social network rimuovesse il post ‘incriminato’. “Questo uso barbarico della tecnologia ricorda i mercati degli schiavi”, ha tuonato George Otim, dirigente locale dell’ong ‘Plan International’, secondo cui il fatto “che una ragazza possa essere venduta per il matrimonio sul più grande social network del mondo ha dell’incredibile”.

Le indagini hanno consentito di appurare che tra i cinque uomini che avrebbero preso parte all’asta online, infatti, ci sarebbero anche alcuni funzionari governativi di alto livello, dei quali è stata chiesta la rimozione immediata. Ciò che a noi sembra impossibile, in Africa è ancora realtà: il pagamento della dote della sposa, che avviene di solito sotto forma di mucche, è una pratica culturale ancora profondamente radicata in Sud Sudan e in altri paesi africani.

Questo nonostante il matrimonio infantile sia diventato illegale nel paese. Il Fondo delle Nazioni Unite ha rilevato che il 40% delle ragazze si sposa ancora prima dei 18 anni.

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