L’obesità negli Stati Uniti sta raggiungendo livelli di guardia preoccupanti, che incidono sullo stato di salute delle persone e sulla sanità statunitense. Una vera e propria patologia, che nasconde spesso dei traumi infantili o adolescenziali, e che si alimenta (perdonate il gioco di parole) di situazioni familiari degradate. E’ il caso di Angel Parrish, una giovane donna obesa di 42 anni che è arrivata a pesare 260 kg, rischiando seriamente la vita.

La persona che le sta accanto, purtroppo, contribuisce negativamente alla sua condizione. Il fidanzato, infatti, se da un lato la aiuta a lavarsi e in tutte le necessità quotidiane (Angel non è più indipendente ed autonoma), dall’altro la sta aiutando a ingrassare portandola, più o meno inconsapevolmente, alla morte.

Il ragazzo di Angel infatti la accontenta nella sua passione più grande, e quindi le porta di continuo da mangiare. Cede alle continue richieste di Angel per vederla felice e per non litigare. Ma alla fine la spinge verso la morte, perchè la donna avrebbe bisogno urgente di dimagrire.

Angel non fa nemmeno movimento. Pensa a tutto il fidanzato Donnie, che le spinge la carrozzina, aumentando la sua sedentarietà.

Il trauma di Angel risale al momento in cui, circa 14 anni fa, fu costretta a dare in adozione la figlia che portava in grembo. Da quel momento, il dolore per quella scelta non le ha dato tregua e l’unica cosa che riusciva a sollevarla dalla depressione è il cibo.

Lo stesso cibo che la sta uccidendo, e che le porta in quantità industriale Donnie. Il quale soffre nel vedere la fidanzata così, ma anch’egli ha sviluppato una sorta di psicologia malsana per la quale sa che solo se Angel resta obesa avrà bisogno per sempre di lui, mentre se dimagrisce potrebbe lasciarlo.

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