Archiviato il ciclo Allegri, con tanto di conferenza stampa e festa scudetto allo Juventus Stadium, da oggi Nedved, Agnelli e Paratici devono iniziare a programmare la prossima stagione. Non c’è fretta, come ha detto il dirigente ceco, ma è chiaro che la Juventus non vuole farsi trovare impreparata di fronte a eventuali imprevisti del mercato.

I nomi al vaglio della dirigenza bianconera sono tanti, ma si possono ridurre sostanzialmente a una rosa di cinque. In cima alla lista c’è Simone Inzaghi, che costituisce la certezza e la soluzione più comoda e percorribile. Il tecnico della Lazio è stato messo in preallerta, e ha già dato la sua disponibilità a trasferirsi a Torino. E’ un amico di Paratici e un ex compagno di squadra di Nedved, con cui ha ottimi rapporti. E’ giovane, vincente e aziendalista, insomma l’identikit perfetto. Probabilmente manca un po’ di appeal in questa scelta, ed è per questo che la dirigenza vaglia anche altri nomi.

Uno è quello di Sarri, che piace per l’esperienza internazionale, sia pur breve, che ha maturato. Aver portato il Chelsea in finale di Europa League costituisce un merito non da poco agli occhi di una dirigenza che sogna la Champions. Lasciano perplessi i metodi integralisti nella gestione della rosa e i modi poco stile Juve.

C’è poi Antonio Conte, che potrebbe cambiare idea sull’Inter nel caso la squadra non dovesse andare in Champions. Anche questa sarebbe una scelta comoda e sicura. Ma se si cambia Allegri per fare meglio in Champions, certo da Conte non si possono avere molte garanzie.

C’è poi Mourinho: l’interismo del tecnico portoghese non può lasciare indifferenti, ma si tratterebbe di un investimento sicuro sia per il campionato italiano sia per il cammino in Champions. Dal punto di vista ambientale, però, ci sarebbe molto da fare per far accettare il nome alla tifoseria. Ma non è un nome che la dirigenza ha escluso del tutto

E poi c’è Zidane: il tecnico francese non sta vivendo un ritorno felice a Madrid e non disdegnerebbe una chiamata della sua Juventus. Costituisce una garanzia dal punto di vista della personalità, del carisma e della capacità di gestire tanti campioni. E poi ha uno sponsor d’eccezione che lo accoglierebbe a braccia aperte: Cristiano Ronaldo, che invece avrebbe bocciato Conte.

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