assicurazioni

In molti commettono l’errore di confondere la polizza vita con quella in caso di morte. Sono esattamente l’opposto dal momento che nel secondo caso si tenta di tutelare i propri cari in caso di un decesso improvviso. La polizza vita, invece, consente di mettere da parte un capitale, da poi prelevare al termine della scadenza pattuita durante la stipula del contratto.

Ogni polizza sulla vita viene disciplinata dal Codice Civile, che prevede la presenza di due contraenti, il sottoscrivente e la compagnia assicurativa. In caso di morte improvvisa farà fede il nome o i nomi indicati al momento della stipula del contratto. Nel caso nessun beneficiario sia stato pronunciato inizialmente, faranno fede i diretti discendenti, che riceveranno automaticamente l’intero patrimonio versato o le rate pagate fino al momento del decesso.

Come ci suggerisce il sito specializzato www.assicurazionivita.net occorre sottolineare come il contraente possa essere o meno il beneficiario dell’assicurazione. Al termine della durata del contratto, indicata inizialmente, la somma versata verrà poi rilasciata dalla compagnia. Il minimo contrattuale è solitamente di cinque anni, con una media durata di dieci anni. E’ possibile decidere di versare l’intera quota inizialmente, in un’unica soluzione o, come nella maggior parte dei casi, sfruttare un servizio di rateizzazione. E’ possibile adottare questa soluzione per mettere da parte un po’ di soldi per il futuro, magari per un progetto, tentando anche di farsi aumentare tramite gli investimenti della compagnia scelta. In questo caso si andrebbe a ottenere l’intero patrimonio al termine del contratto stipulato. Molti però, dati i tempi delicati nei quali viviamo, preferiscono integrare la propria futura pensione. Si riceverà dunque una rendita mensile, da poter sfruttare a proprio piacimento.

Al momento della firma si dovrà anche decidere inoltre che tipo di rischi correre. La compagnia infatti otterrà i soldi dall’utente, così da poterli reinvestire. Si potrà però rischiare poco, riottenendo in pratica la somma versata, o molto, puntando ad aumentare l’ammontare in maniera considerevole. Ovvio che il mercato abbia i suoi alti e bassi. Non si correrà il rischio di perdere tutto ma si potrebbe non rivedere l’intera somma.

Questo tipo di assicurazione prevede svariati vantaggi, come ad esempio il rilascio del patrimonio versato in caso di morte improvvisa del contraente. Nessun pericolo dunque. Dalle persone indicate al momento della firma ai diretti eredi. La compagnia sbloccherà automaticamente i soldi dell’utente. Va sottolineata inoltre l’esenzione dall’IRPEF, per quanto riguarda le tasse di successione. Inoltre il capitale accumulato non può essere sequestrato o pignorato, se non in alcuni casi particolari, indicati dalla legge.

Questo tipo di contratto prevede la possibilità di revoca, che a effettuata attraverso una lettera raccomandata inviata presso la compagnia scelta. Una volta accettata la revoca, l’assicurazione ha tempo trenta giorni per restituire la somma versata fino a quel momento, anche se con delle limitazioni. Ovvio che l’utente debba dimostrare d’avere ragioni più che concrete per spezzare l’accordo e, essendo in questo caso parte lesa, la compagnia avrà diritto a ricevere il pagamento di una penale. La somma dunque potrà essere inferiore a quanto ci si aspettava, soprattutto considerando eventuali investimenti dell’assicurazione, previsti inizialmente dal contratto.

Dai vantaggi fiscali alla possibilità di garantirsi un futuro un po’ più sereno, una volta arrivati alla pensione. E’ possibile infatti calcolare anticipatamente la pensione che si percepirà, una volta conclusa la regolare attività lavorativa. Temendo di ritrovarsi con una somma fin troppo bassa al mese, una rendita fissa, seppur non infinita, potrebbe fare la differenza.

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