De Boer esonerato, l’Inter si ritrova con un vuoto in panchina difficile da colmare. La strategia nerazzurra, anche in questo, sembra fare acqua da tutte le parti. Dopo aver difeso a spada tratta la posizione de tecnico all’indomani della rocambolesca vittoria in casa contro il Torino firmata Icardi, la dirigenza nerazzurra, di cui si fa fatica a trovare un referente, si è rimangiata tutte le sue parole in seguito al ko subito a Genova contro la Sampdoria nel posticipo.

De Boer esonerato a sorpresa ma non troppo

Che i risultati del tecnico olandese siano deludenti è sotto gli occhi di tutti. Ma forse prima di decidere il suo esonero sarebbe stato meglio decidere quale sarebbe stato il suo sostituto. Il primo nome papabile era quello di Pioli, tecnico serio e di esperienza, il cui curriculum è però quanto di più lontano da quello di un allenatore vincente e tagliato per una panchina tritatutto come quella nerazzurra.

De Boer esonerato senza un’alternativa

La proprietà cinese sembra però preferire un tecnico internazionale, ignorando che probabilmente uno dei problemi di De Boer è stata proprio la comunicazione e la scarsa conoscenza, per non dire nulla, del calcio italiano. Hiddink sembra il nome più gradito a Suning, ancora un olandese, che lascia più che perplessi. De Boer, come detto, è difficilmente difendibile sul piano dei risultati. Al di là del successo sulla Juve e di qualche altra vittoria più o meno sofferta, il tecnico olandese ha collezionato una serie di sconfitte difficilmente accettabili su una panchina come quella nerazzurra. La sensazione è che l’ex Ajax abbia faticato a comprendere che il campionato italiano è lontano anni luce da quello olandese, dove si può proporre gioco più o meno a viso aperto su qualunque campo.

De Boer esonerato per il suo integralismo

Se in Olanda l’equivalente in classifica di Chievo, Cagliari e Torino è un avversario facilmente battibile con trame di gioco e proprietà tecnica, in Italia se non si chiudono gli spazi, non si corre e non si resta concentrati novanta minuti si prendono sonore bastonate. E così è stato. Non è un caso che De Boer abbia vinto il match più difficile, quello con la Juventus, uno dei pochi in cui si è trovato davanti un avversario che proponeva gioco. Dunque tutti colpevoli: la proprietà nello scegliere un tecnico che proveniva da un altro mondo calcistico, il tecnico a non adattarsi in fretta alla nuova realtà. Ricordiamo che Mourinho, appena sbarcato in Italia, propose un tridente con Quaresma tutto spettacolo. Ai primi risultati negativi lo accantonò e iniziò a fare legna. Sappiamo tutti com’è andata a finire.

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