Germania sconvolta dall’omicidio di una 19enne all’ottavo mese di gravidanza. Il fidanzato le ha dato fuoco perchè non voleva diventare papà. La disperazione per quella paternità che stava arrivando e di cui lui non voleva farsi carico ha provocato un corto circuito nel suo cervello tragico. Pur di evitare di diventare papà, un ventenne ha ucciso la sua fidanzata Maria Peiner, di un anno più piccola, quando ormai il loro figlio stava per nascere. La 19enne infatti era già all’ottavo mese di gravidanza. Eren Toben, 20 anni di Berlino, non riusciva a immaginare la sua vita dopo la nascita del figlio. La vedeva come una condanna, come la fine della sua libertà. E pur di riprendersi la sua vita è arrivato a uccidere Maria e il bimbo che sarebbe nato a febbraio.

I fatti risalgono a gennaio 2015. Maria, ignara di cosa la aspettasse, fu attirata con l’inganno sull’auto di Eren e del suo complice e amico Paul Daniel Muller, 20 anni, compagno di classe del ragazzo che evidentemente vedeva nella fidanzata dell’amico futuro padre e nella nascita del bambino un rivale alla spensieratezza e alla vita libera e piena di divertimenti che i due volevano continuare a condurre. I due convinsero la ragazza ad andare a comprare qualche vestitino per il bimbo in arrivo. Pare che la ragazza non avesse minimamente sospettato cosa stesse crescendo nel suo fidanzato, per cui accettò l’invito. Che no consisteva in un po’ di shopping per il loro futuro bambino ma in una tragica gita in un bosco alla periferia d Berlino. Una volta arrivati, la ragazza venne prima colpita con un pezzo di legno e dopo accoltellata diverse volte con un coltello per tagliare il pane.

Il colpo di grazia quando ancora era viva e cosciente: i due la cosparsero di combustibile e le diedero fiamme, uccidendo mamma e figlio che furono poi trovati morti carbonizzati 24 ore dopo da un passante che chiamò immediatamente la polizia.

Eren e Paul vennero presto presi in custodia e accusati dell’omicidio. Per distrazione o sotto choc, commisero l’errore di lasciare il coltello con sopra le loro impronte a pochi metri di distanza dal cadavere. Forse la voglia sotto sotto di essere scoperti, resisi conto di ciò che avevano fatto. Adesso li aspettano 14 anni di carcere a testa, nemmeno tanto rispetto a ciò che hanno fatto.

«Per lui l’omicidio era la soluzione che gli avrebbe garantito la libertà e una vita felice – ha detto il giudice Regina Alex durante il processo – Ha abusato dell’amore di Maria per farle un’imboscata. Mentre era avvolta dalle fiamme la ragazza era ancora cosciente. Per quanto riguarda il complice dell’omicidio, posso dire che ha agito solo con lo scopo di provare piacere nel distruggere la vita di un altro essere umano».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.