Recenti studi hanno dimostrato come la fluoxetina, un farmaco antidepressivo, notoriamente conosciuto come Prozac, possa avere effetti positivi sul cervello di topi di laboratorio affetti da sindrome di Down. La sperimentazione sta avvenendo nell’Università del Texas il Southwestern Medical Center e, negli Stai Uniti, si stima che già 200 bambini affetti da trisomia stia già assumendo il farmaco. Alcuni genitori riferiscono di aver notato significativi miglioramenti. La sindrome di Down, come è noto, è causata da una copia extra di cromosoma 21 che causa la presenza un minor numero di neuroni nel cervello, un cervello più piccolo e capacità cognitive minori. Le alterazioni del cervello iniziano ad essere presenti già nella vita prenatale, una finestra importante per attuare interventi terapeutici. Ricercatori sia italiani che francesi hanno sottolineato come sia fondamentale la tempistica nel trattamento della patologia. “È importante sottolineare che studi recenti dimostrano chiaramente che il periodo prenatale durante il trattamento può salvare lo sviluppo del cervello e il comportamento e che questo effetto dura più a lungo rispetto alla sospensione del trattamento.”
Non sono mancate le perplessità espresse da qualcuno circa gli effetti collaterali causati dall’assunzione del Prozac durante la gravidanza.
E’ stato dimostrato che il Prozac può causare difetti alle pareti del cuore, forma del cranio irregolare ma si pensa che il rischio sia minimo rispetto al beneficio. Ecco il parere autorevole di Matt Byerly, professore di psichiatria presso l’Università del Texas: ” Quello che ho trovato è che ci sono effetti evidenti nel cervello, entro la fine del secondo trimestre e alla nascita. Certamente mi sento di approfittare di ciò che fluoxetina potrebbe potenzialmente fare”. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Mit Technology Review.

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