La Dott.ssa Eliane Gluckman a capo del Dipartimento Trapianto midollo osseo dell’Ospedale Saint Louise di Parigi ha dichiarato che nel mondo complessivamente, fino ad oggi, sono circa 30mila i trapianti effettuati da cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale. La tecnica rende possibile ad oggi la cura di oltre 80 patologie. La situazione in Italia non sembra stare al passo con i tempi dato che quasi il 95% dei cordoni viene gettato perchè classificato come rifiuto speciale. In Italia sembra ancora sconosciuta la donazione di sangue placentare. Si tratta della raccolta di pochi millimetri di sangue che, una volta raccolti dal cordone al momento del parto, sono in grado di trattare pazienti colpiti da gravi malattie come la leucemia, il linfoma o l’anemia falciforme.
“Il sangue placentare è la terza fonte di cellule staminali ematopoietiche con midollo osseo e sangue periferico. Esso copre attualmente il 17% degli innesti, o di 250 per anno in media in Francia. La ricerca è in pieno sviluppo, ventitré anni dopo il primo francese trapianto di sangue placentare eseguito da Eliane Gluckman, al St. Louis Hospital. Queste famose cellule staminali che sono note per trasformarsi in diversi tipi di altre cellule, come il fegato, il cuore, il cervello …, aprendo la strada per la terapia cellulare, la famosa medicina rigenerativa. La ricerca si propone di usarle per riparare un cuore indossato, fegati alterati, o per il trattamento di una malattia degenerativa del cervello come l’Alzheimer o il Parkinson.
Pochi sanno ancora in cosa consiste la tecnica e come approcciarsi. La futura madre viene informata su questa possibilità intorno al quarto mese di gravidanza e deve dare un consenso scritto al prelievo. I medici a quel punto faranno le dovute analisi cercando eventuali e possibili controindicazioni basandosi sulla storia medica della paziente. Il prelievo è assolutamente indolore e privo di rischi, viene eseguito immediatamente dopo la nascita al momento del taglio del cordone ombelicale. Solo il 30% delle donazioni viene però trattenuto. Il sangue deve infatti risultare particolarmente ricco di cellule staminali ematopoietiche. Entro 24 ore poi viene congelato e conservato. Un semplice gesto quindi può dare la possibilità a chi è malato di guarire senza rischi; un gesto di solidarietà a cui il nostro Paese deve cercare di adeguarsi.

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