Forse avete pensato che lo stress, le troppe pressioni o le responsabilità vi facciano rendere meno in ufficio ma probabilmente vi state sbagliando. Scienziati della Harvard e Syracuse University hanno invece tenuto a dimostrare che la responsabile di tutto ciò è l’aria che in esso si respira. La notevole concentrazione di anidride carbonica nei luoghi di lavoro, spesso ristretti, potrebbe essere da sola sufficiente a danneggiare la nostra salute.

L’anidride carbonica, si sa, quando eccessiva è dannosa non solo per gli esseri umani ma per lo stesso pianeta. Oggi la ricerca suggerisce che anche i livelli di biossido di carbonio fino a poco tempo fa considerati innocui, possono risultare pericolosi. Sono state analizzate 24 persone volontarie testando le loro performance in tre ambienti diversi di uffici simulati. La regola vuole che 5.000 ppm sia il limite di sicurezza per otto ore, 90.000 ppm sono capaci di uccidere. I partecipanti allo studio sono stati sottoposti a 550 ppm, più o meno la quantità presente all’aperto, 945 ppm, quella presente nella maggior parte degli uffici, 1400 ppm, presente verosimilmente in alcuni uffici. A fine giornata è stato dato ad ognuno dei partecipanti un test cognitivo. Ovviamente i peggiori sono risultati coloro che erano stati sottoposti a maggiori livelli di CO2. Le concentrazioni di CO2 variano in base a diversi fattori, quanto le finestre sono state aperte e il numero di persone presenti in stanza.

Lo studio pubblicato su Environmental Health Prospettive ha così concluso: “Queste esposizioni dovrebbero essere studiate in altri ambienti interni, come case, scuole e aerei, in cui riduzione della funzione cognitiva e il processo decisionale potrebbero avere impatti significativi sulla produttività, l’apprendimento e la sicurezza”.

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