Donare la vita a uno sconosciuto. Non esiste gesto d’altruismo e d’amore più grande. Nella speranza che sia un segnale per il futuro anche per il nostro Paese, quello che è accaduto alla Città della salute di Torino a capodanno è un evento da ricordare. Tutto merito di un donatore di organi di 54 anni, deceduto ad Alessandria per emorragia cerebrale, che con la sua generosità ha consentito a quattro persone di tornare alla vita. Nelle scorse ore sono stati eseguiti gli impianti di cuore e fegato e alcuni sono tuttora in corso, nelle sale operatorie delle Molinette. Si stanno ultimando i trapianti dei reni.

Il cuore è stato trapiantato su un uomo di 58 anni della provincia di Torino, affetto da cardiomiopatia dilatativa. Il delicato intervento è stato realizzato dalle équipe mediche del professor Mauro Rinaldi e dottor Michele Latorre.

Ma non ci si ferma qui: sempre alle Molinette, c’è stato un trapianto su un uomo di 59 anni di Torino, affetto da epatopatia grazie a un intervento del professor Mauro Salizzoni. Un recordman, considerato che con il 2015 ha superato la quota di tremila trapianti di fegato in trent’anni di professione.

Il primo trapianto a Torino risale al 10 ottobre 1990, su un uomo di 44 anni, affetto da epatite virale. per lui ben 13 anni di vita in più con trapianto funzionante. Le équipe del professor Luigi Biancone, direttore della Nefrologia universitaria, del dottor Maurizio Merlo, direttore della Chirurgia vascolare ospedaliera, e del dottor Bruno Frea, direttore dell’Urologia universitaria, stanno ultimando un trapianto dei reni del donatore. Li riceveranno due uomini della provincia di Torino, entrambi affetti da nefroangiosclerosi derivante da ipertensione, di 49 e 67 anni.

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