Sembra che il mese di dicembre che sta per concludersi abbia raggiunto un record in fatto di temperature; si sono registrati infatti 2,5 gradi in più rispetto alla media stagionale, le piogge sono state pressochè assenti, specie al Nord. Il paesaggio ricorda più quello primaverile che invernale: il fiume Po è ai livelli estivi, in montagna si sono verificati alcuni incendi provocati dalla presenza anomala di erba, alcune specie di animali non hanno rispettato il loro periodo di letargo; ultimo dato e sicuramente il più fastidioso, sono comparse nuovamente le zanzare.

A lanciare l’allarme è stata la Coldiretti che ha denunciato la gravità dei cambiamenti climatici che si stanno manifestano con sfasamenti stagionali ed eventi estremi con gravi ripercussioni sull’agricoltura italiana che negli ultimi dieci anni ha subito danni per 14 miliardi di euro tra alluvioni e siccità. Gli anni peggiori sono stati il 2003, 2007 e 2012.

Natale con le primule, le viole e l’erba non è uno spettacolo frequente e la situazione è simile nel resto del mondo; New York ha toccato i 22°, lo stesso in Canada e a Washington dove i turisti hanno potuto passeggiare a maniche corte.

“Una situazione che – conclude la Coldiretti – conferma l’importanza dell’accordo siglato alla Conferenza sul clima di Parigi in un anno che a livello globale si appresta a conquistare il primo posto degli anni più caldi di sempre, alla testa di una classifica che vede peraltro tutti e dieci gli anni più bollenti della storia successivi al 2000”.

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