I dolci, gli alcolici, chi più chi meno, li ama e durante le vacanze diventano quasi irresistibili; i meccanismi
però che determinano la maggiore o minore propensione al loro consumo ancora non sono, per gli scienziati, del tutto
chiari. L’Università dell’Iowa e il Southwestern Medical Center dell’Università del Texas hanno condotto uno studio
a questo proposito. Cosa hanno scoperto? Che un ormone prodotto dal fegato ed esattamente l’FGF21, riesce a
sopprimere il consumo degli zuccheri semplici. L’ormone in questione viene prodotto dal fegato in presenza di un
elevato consumo di carboidrati; riesce ad entrare nel flusso sanguigno, invia un segnale al cervello che a sua
volta sopprime la voglia di mangiare dolci.
In particolare agirebbe sulla voglia di zucchero. Già da tempo era noto come gli ormoni, in genere, fossero capaci
di influenzare l’appetito. A cosa potrebbe essere utile questa scoperta? Evidentemente a migliorare la dieta e ad
aiutare coloro che soffrono di diabete o sono in una condizione di sovrappeso od obesità.
Così ha detto Lucas Bondurant, studente di Biologia Molecolare e Cellulare: ” Sappiamo da un po che L’FGF21 può
migliorare la sensibilità all’insulina, ora che può aiutare le persone che non sono in grado di percepire quando
hanno avuto assunto di zucchero”.
Lo studio si è basato essenzialmente sul genoma umano scoprendo delle associazioni importanti tra assunzione di
macronutrienti specifici e mutazioni genetiche.
Sono stati analizzati a questo proposito modelli murini geneticamente ingegnerizzati per capire che ruolo svolgesse
l’FGF21 nella regolazione della voglia di zucchero. In topi normali è stato iniettato l’ormone in questione poi
sono stati offerti loro diversi tipi di cibo: una parte normale, l’altra arricchita di zucchero. I topi, pur non
avendo smesso di mangiare completamente lo zucchero, ne hanno assunto quantità fino a sette volte inferiori.
Gli scienziati hanno dunque concluso che l’ormone FGF21 è capace di ridurre l’appetito e la voglia di zucchero in
particolare saccarosio, fruttosio e glucosio mentre non intacca la voglia di assumere carboidrati complessi.
Al momento gli scienziati sono ancora al lavoro per capire se esistono ormoni supplementari capaci di regolare
l’assunzione di grassi, proteine, paragonabili al FGF21.

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