Altro che olio di oliva extravergine: scoperta una frode in commercio da parte del pm Raffaele Guariniello, della procura di Torino. Il reato è contestato ai rappresentanti legali di una decina di aziende del settore. L’indagine è scaturita da una segnalazione di una testata giornalistica specializzata. I laboratori delle agenzie delle dogane hanno esaminato campioni prelevati dai carabinieri del Nas e hanno verificato che in alcuni casi l’olio non era extravergine, nonostante l’etichetta lo definisse tale.

Il magistrato ha anche informato il ministero delle politiche agricole. Per essere classificato come extravergine, l’olio deve rispettare parametri chimici (ad esempio un contenuto di acidità libera inferiore a 0,8 gr/litro) e organolettici che vengono rilevati nel cosiddetto «panel test», obbligatorio per legge: viene effettuato da un gruppo di esperti allenati all’assaggio degli oli che ne valutano e certificano sapore, colore, odore e aspetto. Le differenze influiscono anche sul prezzo: l’olio extravergine è più caro dell’olio di oliva vergine.

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