Ammonta a 620 milioni di euro l’importo del nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2016-2018. Prevede anche anche l’istituzione di un Fondo nazionale per i vaccini per “co-finanziare le regioni in difficoltà”. Prevista anche “la revisione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) permetterà l’inclusione aggiornata del calendario vaccinale e dei relativi indicatori di copertura nei Livelli essenziali di assistenza, garantendo così il diritto del cittadino a fruire delle vaccinazioni”. “Il costo complessivo dei vaccini inseriti nel calendario vaccinale – si legge nella bozza del Piano, all’esame della Conferenza delle Regioni – secondo il prezzo corrente, a regime e con il raggiungimento dei tassi di copertura presentati viene stimato intorno a 620 milioni di euro”. E’ un importo che “potrebbe essere rivista secondo meccanismi negoziali che permettano, ad esempio, di diminuire il costo unitario del vaccino in proporzione al raggiungimento di tassi di copertura progressivamente più elevati”. Bisogna tenere presente però che “non tutte le amministrazioni regionali hanno impostate e realizzato strutture organizzative stabili in grado di gestire il prevedibile e auspicabile incremento dei volumi di attività determinati dall’adozione del nuovo calendario”. E quindi “potrebbe essere attivato un Fondo nazionale per i vaccini che possa co-finanziare le regioni in difficoltà oggettive a garantire, ancora una volta, l’uniformità, l’equità e l’universalità dell’offerta su scala nazionale”.

‘Aumentare l’adesione ai vaccini, contrastare le disuguaglianze e sostenere informatizzazione’. Questi gli obiettivi del Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2016/2018 allo studio di governo e Regioni. Ma ci sono polemiche per le sanzioni di cui si parla per i medici che potrebbero ostacolare la vaccinazione. Consta di 80 pagine la bozza del documento che delinea la strategia completa per porre rimedio alle poche vaccinazioni in Italia, un rischio secondo le autorità sanitarie.

Si auspicano rimedi “per l’innovazione tecnologica, per lo sviluppo di nuovi vaccini, per la possibilità di combinare antigeni in maniera diversa e migliore dell’attuale” e riafferma che “l’eliminazione e la riduzione del carico delle malattie infettive prevenibili da vaccino rappresenta una priorità per il nostro Paese, da realizzare attraverso strategie efficaci e omogenee da realizzare sul territorio nazionale”.

“Per ridurre le disuguaglianze e migliorare lo stato di salute della popolazione – prosegue il documento – è necessario un Piano nazionale che contenga un Calendario nazionale di riferimento condiviso, il cui razionale culturale e scientifico sia chiaro e accettabile per tutti gli interlocutori istituzionali e professionali”.

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