Continuano indagini e provvedimenti sul Dieselgate che ha coinvolto Volkswagen ma che potrebbe riguardare anche altre case automobilistiche. L’authority statunitense che ha scoperto i test truccati sulle emissioni della casa automobilistica tedesca sta proseguendo le indagini su quasi 30 modelli di auto diesel prodotte da altre ditte. Sotto la lente di ingrandimento Bmw, Chrysler, General Motors, Land Rover e Mercedes-Benz. Lo scopo è verificare se anch’esse si sono rese responsabili di simili irregolarità. La pratica scorretta di Volkswagen invece riguarda modelli commercializzati dal dal 2009 al 2015 con i marchi Volkswagen, Audi, Seat, Skoda.

Il Financial Times sostiene che ci sono buone possibilità che emergano altre irregolarità.

Verranno analizzate auto già vendute: le vetture verranno prelevate a campione da società di noleggio e da privati cittadini, che non resteranno a piedi ma riceveranno vetture sostitutive.

Da noi in Italia l’Autorità garante della concorrenza e del Mercato ha avviato un procedimento istruttorio per pratiche commerciali scorrette, contro Volkswagen e la sua filiale di distribuzione di autoveicoli del Gruppo in Italia.

Secondo l’Antitrust, l’irregolarità, oltre che di fatto, è anche pubblicitaria dal momento che “i consumatori potrebbero essere stati indotti in errore nelle loro scelte d’acquisto dai ‘claims’ utilizzati da Volkswagen su emissioni e classe di omologazione all’interno delle proprie campagne pubblicitarie e nei ‘dépliants’ informativi distribuiti dai concessionari e rivenditori”.

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