E’ una bellissima foto, ma per i fan e per gli stessi Pooh, resterà nella storia come uno dei momenti più tristi ma inevitabili di una carriera unica, inimitabile e irripetibile. I Pooh tornano insieme per i 50 anni di carriera ma al contempo annunciano: “Sarà la nostra ultima foto”

Per l’occasione nella band rientrano Riccardo Fogli e Stefano D’Orazio. E c’è da scommettere che dopo il 28 gennaio, data in cui arriva il nuovo album (con i classici), il 10 giugno a San Siro e il 15 all’Olimpico sarà delirio. E i fan vorranno esserci perchè saranno due concerti che resteranno nella storia per impatto emotivo.

Una reunion voluta da Roby Facchinetti, che ha dovuto faticare poco con Riccardo Fogli e molto con Stefano D’Orazio. Ma alla fine ci è riuscito. Facchinetti: “Non abbiamo mai avuto una accoglienza così neanche quando abbiamo vinto Sanremo – scherzano – ci siamo promessi di arrivare a questo traguardo straordinario da tempo. Non è stato facile arrivare fino a qui, è stato come scalare l’Everest ma ne è valsa la pena. Riccardo e Stefano sono due amici con i quali non abbiamo mai interrotto i cordoni ombelicali, c’è una amicizia e un rispetto profondo”.

“Non avrei mai pensato di ritrovarmi sul palco con il basista che mi ha preceduto – dice Red – sono quello che lo conoscevo meno e sta nascendo una bellissima amicizia. Fino all’altro giorno accendevo un cero davanti a Nicoletta Strambelli (Patty Pravo, ndr) che se lo era portato via”. Sarà una fotografia musicale di tutto quello che i Pooh hanno rappresentato: dal beat al pop fino al rock progressivo. Con una nuova voce: “E’ stato bello fondere le voci insieme, tra l’emozione e il divertimento, ho ritrovato il suono dei Pooh, che sono quella roba là… Se penso che il gruppo chiude la carriera sto male”, confessa Fogli.

“Comporterà una serie di emozioni che non saranno gestibili, lo trasformeremo in una festa questa ultima notte insieme – interviene D’Orazio ‘Come fai a non partecipare a un compleanno così importante e a giustificare la tua assenza?’, mi ha ‘minacciato’ Facchinetti. E aveva ragione, questo ultimo valzer lo dovevamo ballare insieme, rileggendo le emozioni del passato”.

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