Tutto fermo nelle ultime settimane sul tema pensioni, ma «Il governo è impegnato ad analizzare la questione» della flessibilità in uscita «a partire dalla legge di stabilità e compatibilmente con il quadro di finanza pubblica». La rassicurazione arriva direttamente dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan.

Il tema della flessibilità in uscita nelle pensioni è strettamente legato ai costi per lo Stato. In questo senso Padoan spiega che «ogni cambiamento del sistema pensionistico – ha spiegato infatti Padoan – va attentamente valutato», a partire dall’impatto sui conti. Non solo. In audizione il ministro Poletti ha confermato «la volontà di intervenire sulla materia delle salvaguardie» degli esodati «all’interno della legge di stabilità per una definitiva risoluzione delle problematiche sociali più rilevanti ancora aperte».

Nel frattempo aspettano risposte importanti gli esodati che hanno dovuto incassare il no alla settima salvaguardia

Padoan è convinto che la flessibilità in uscita, sponsorizzata anche da Renzi «potrebbe essere utile» ma sempre nel rispetto del quadro di finanza pubblica. Per Padoan «l’introduzione di forme di flessibilità potrebbe essere utile al fine di venire incontro a richieste di specifici gruppi di cittadini vicini all’età di pensionamento». E’ «quindi da considerare inevitabile un progressivo aumento dell’età di pensionamento», insieme alla necessità di un assetto del sistema pensionistico che «contribuisca al rientro nel processo di debito/Pil». Perciò «ogni eventuale intervento di anticipo del pensionamento rispetto alla legislazione vigente determina un aumento di spesa e dell’indebitamento netto che necessita di copertura finanziaria e il meccanismo attuariale potrebbe non essere sufficiente ad assicurare gli obiettivi».

Per Renzi eprò la flessibilità per le pensioni dovrebbe essere a costo zero per lo Stato, ipotesi difficile da realizzare, e lo stesso Poletti si era detto poco convinto di questa necessità.

Proprio Poletti sul tema esodati ha spiegato che c’è «la volontà di intervenire sulla materia delle salvaguardie, all’interno della legge di stabilità per una definitiva risoluzione delle problematiche sociali più rilevanti ancora aperte».

Padoan spiega che «il Governo si impegna ad accertare le risorse per un nuovo definitivo intervento di salvaguardia» degli esodati rimasti fuori dagli interventi precedenti «e a cercare soluzioni per il recupero delle economie degli esercizi pregressi e il relativo utilizzo per gli esercizi successivi previa compensazione sui saldi di finanza pubblica nel rispetto degli obiettivi programmati». Questi interventi saranno effettuati nella legge di stabilità», ha confermato il ministro, «con la speranza che questo sgomberi il campo da tutte le illazioni».

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