Finisce sotto accusa Microsoft, multinazionale che rischia addirittura una class action negli Stati Uniti con l’accusa di discriminare le donne. Una iniziativa di Katie Moussouris, ex dipendente secondo cui il gentil sesso viene retribuito meno e viene promosso di rado rispetto agi colleghi maschi. Secondo l’ex dipendente, il colosso di Redmond gestirebbe il tutto in base a un sistema di valutazione delle performance dei lavoratori basato su criteri soggettivi. Un portavoce di Microsoft ha fatto sapere che la compagnia esaminerà la denuncia.

La storia della Moussouris in Microsoft è complicata: fu assunta come manager del programma di sicurezza di Microsoft nell’aprile del 2007, per poi dimettersi nel maggio 2014. Non solo discriminazione tra le accuse della donna, anche molestie sessuali contro un supervisore


«Siamo impegnati per una forza lavoro diversificata e per un luogo di lavoro dove tutti gli impiegati abbiano una chance di avere successo», ha detto un portavoce di Microsoft. Il Ceo Satya Nadella è convinto che «uomini e donne dovrebbero avere parità di retribuzione a parità di lavoro. Se pensate di meritare un aumento – aveva concluso – dovete chiederlo».

Satya Nadella è stato recentemente vittima di una brutta figura legata a Cortana, sistema di riconoscimento vocale equivalente di Siri. Nel corso di una convention San Francisco ha interrogato il sistema chiedendogli quali fossero le opzioni più rischiose, in tutta risposta ha avuto suggerimenti sull’acquisto del latte online. Insomma non la migliore pubblicità possibile.

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