Si avvicina la data del primo trapianto di testa al mondo, fissato per dicembre del 2017. Lo dovrebbe realizzare il neurochirurgo Sergio Canavero. La notizia è stata data dal The Independent. Il tutto andando contro il parere della maggior parte della comunità scientifica che continua a definire irrealizzabile il progetto. Secondo alcuni esperti, sottoporre una persona ad un tale intervento equivale ad ucciderla. Per altri, nel caso in cui riuscisse a sopravvivere, a farle vivere qualcosa di “peggiore della morte”. Ma ci sono anche coloro i quali sono convinti che possa aprire nuove e importanti prospettive.

Ma Canavero va avanti per la sua strada e sta continuando ad allestire l’equipe che dovrà entrare con lui in sala operatoria. L’intervento, che reste in ogni caso nella storia della chirurgia moderna e non solo, probabilmente sarà effettuato nella clinica universitaria della città cinese di Harbin, per l’intervento che dovrebbe costare 11 milioni di dollari e durare circa 36 ore.

Il paziente, che per molti dovrebbe essere definito la ‘cavia’ dovrebbe essere Valery Spiridonov, affetto da una rara malattia genetica, che dovrebbe ricevere il nuovo corpo nell’ambito di un’operazione condotta a ritmi serrati. Il paziente, secondo le previsioni, dovrebbe restare in coma per diverse settimane, nelle quali si cercherà di affrontare le inevitabili crisi di rigetto.

“Il fatto che questa operazione si svolga in Cina ha creato dei dubbi sulla provenienza del donatore – scrive l’Independent – . Il Paese è stato spesso criticato per aver utilizzato gli organi dei prigionieri uccisi senza il loro consenso”.

“Affronto con sufficiente tranquillità questo tema, in attesa che si confermi la data. Non mi interessa ne’ dove ne’ quando, non ho fretta. Quel che mi interessa e’ l’affidabilità del procedimento”, ha dichiarato il trentenne russo, che soffre della malattia di Werdning-Hoffman, che provoca un’inguaribile atrofia muscolare progressiva.

“La Cina vuole avvantaggiarsi e sono disposti ad assumersi il rischio pur di ottenere una conquista sul piano scientifico. E il permesso delle autorità per ottenere il ‘via libera’ all’intervento e una questione che, sebbene non ancora risolta, lo sarà a breve”. “Sono stati effettuati esperimenti con le cavie. E ci sono anche video in cui si può vedere che le cavie sopravvivono qualche tempo dopo l’operazione”, ha aggiunto Spiridonov. Al momento, ha aggiunto, “la ricerca si concentra nel prolungare la cita di queste cavie, la loro qualità di vita e il processo di rigenerazione”.

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