Chissà se a D’Alema sarà piaciuta la scelta di Matteo Renzi di disertare l’inaugurazione della Fiera del Levante per scappare a New York dove si svolgeva la storica finale degli Us Open tra due italiane, match dal trionfo tricolore annunciato, alla fine vinto da Flavia Pennetta su Roberta Vinci. Probabilmente no, considerato che l’ex presidente del consiglio non ha parole tenere per il Pd e per la sua situazione e quindi indirettamente per Renzi. L’attacco di D’Alema dalla festa dell’Unità di Firenze è chiaro: “Il partito è abbandonato”.

D’Alema parla di un partito “abbandonato a se stesso e che sta deperendo”, fino a non escludere di poter “dare una mano” nel caso in cui Gianni Cuperlo o Speranza decidano di interrompere la battaglia e “ricostruire altrove una sinistra italiana”. “Maggioranza e minoranza non ci sono più, io voglio discutere”, dice D’Alema. “Non potendo fare discussioni nelle riunioni degli organismi dirigenti del partito almeno si faccia alla festa dell’Unità. I compagni vivono di ricordi”. E per far capire che il livello della discussione è carente tira in ballo anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, considerato uno degli uomini più vicini a Renzi: “C’era un compagno che diceva che se il partito dice che il bianco è nero allora è nero. Ecco, ora c’è Lotti…”.

“Renzi – dice D’Alema – dovrebbe decidere di aprire una discussione vera”. E non solo sul partito che, se “ha recuperato qualcosa, non è per l’annuncio della riduzione delle tasse, ma per il modo giusto con cui il Pd e Renzi hanno reagito al dramma immigrati, lanciando un segnale poi colto dall’elettorato di sinistra”. C’è in ballo anche la stessa architettura costituzionale: “Il problema non è il Senato elettivo, ma quale sistema democratico viene fuori. Si rischia una forma di presidenzialismo nel quale il presidente eletto nomina lui una buona parte dei deputati e con il Senato nominato dal ceto politico regionale. Se vincesse Grillo?”.

D’Alema parla di un Pd in cui “se ne vanno milioni di nostri elettori, ma abbiamo conquistato molti altri, però nel ceto politico: Verdini, Sacconi, Cicchitto…”.

One thought on “D’Alema lancia l’allarme: “Pd abbandonato a se stesso””

  1. caro dalema col vostro modo di fare politica ci state portando indietro di 50 anni la dovetefinire di fare polemiche e rottamatevi uscite andate a casa che state rubando soldi
    senza concludere niente lei e il resto della vostra banda di sfaticati

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