Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, lo stesso che attraversano i profughi mettendo a rischio la propria vita per raggiungere le nostre coste, unto di arrivo o spesso di ri-partenza (di passagio) verso una nuova vita.

E allora chissà quanto di vero o di provocatorio c’è nelle parole del leghista Salvini che dice «Accogliere chi scappa dalla guerra? Sì subito, anche a casa mia, ma verifichiamo quali sono i Paesi dove sono in atto conflitti». Insomma una frase di quelle che nessuno si aspetta, come, giusto perchè siamo in tema derby Inter-Milan, come sentir dire Moratti “Pronto a tifare Milan? Sì certo”. Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, ospite di Agorà Estate su Raitre ha comunque affermato «Ospiterei un profugo nel mio appartamento, anche se ho un bilocale », ha aggiunto il leader leghista.

L’ha detto lui stesso e dunque dobbiamo credergli. Anche se per completezza di cronaca va detto che poco prima, però, Salvini aveva commentato con un tweet di tutt’altro tenore le notizie che sono arrivate ieri dalla Danimarca (il governo ha deciso di sospendere il traffico ferroviario e autostradale per impedire ai profughi di raggiungere a piedi la Svezia, che ha norme sul diritto d’asilo più morbide rispetto ad altri stati europei). Il cinguettio di Salvini era stato “La Danimarca blocca ferrovie e strade per evitare l’arrivo di migliaia di immigrati. Razzisti pure loro, o più intelligenti di noi?”. Insomma dov’è la verità? Probabilmente questa volta, come spesso accade, non sta nel mezzo, anche perchè in mezzo ci sta il mare, e non è certo un posto ove ci si può fermare troppo a lubgo. I profughi ne sanno qualcosa.

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