Matteo Renzi fa il punto della situazione per quel che riguarda le riforme: la notizia è che ci sono ancora delle situazioni aperte, ma in generale l’impianto è largamente condiviso dalle forze politiche coinvolte. I presidente del consiglio Matteo Renzi si è espresso in questi termini nel corso dell’assemblea del gruppo del Pd.

Renzi convinto che le riforme hanno restituito la credibilità internazionale e in Europa all’Italia. Poi c’è il tema della prossima legge di stabilità, che muoverà qualcosa come circa 25 miliardi.

“Propongo che tutte le modifiche siano concordate da subito tra senatori e deputati Pd”, ha sottolineato Renzi, spiegando però che “non si puuò mettere in discussione la doppia lettura conforme” sull’articolo 2. Poi parlando della riforma della Costituzione, ha spiegato che si tratta della vera e propria l’architrave delle riforme. Renzi ha poi aggiunto che “non vogliamo barricate, i toni sui giornali di questi giorni sono esasperati. Sulle riforme – ha detto – non c’e’ disciplina di partito. Non diciamo ‘prendere o lasciare’, ma non si può scappare di fronte alla nostra storia”.

Renzi punta sul fatto che manca ancora qualche giorno per trovare un accordo e la sua speranza è di concludere entro il 15.

Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi ha invece spiegato che “La Gazzetta Ufficiale è piena di leggi di questo governo che non sarebbero dovute passare”. “Abbiamo dimostrato in 18 mesi di lavoro che la maggioranza e’ compatta e che il governo ha i numeri per governare”.

“La riforma passa quindi il problema non esiste”, ha risposto Boschi. “Non mi preoccupa il voto dei 2/3, per noi è più importante il voto dei cittadini”.

Sul fisco, il ministro ha spiegato che fino ad oggi “abbiamo dimostrato che la riduzione delle tasse la facciamo davvero, a partire dagli 80 euro in busta paga”.

“Anche sulle unioni civili dobbiamo cercare un accordo ampio, nella maggioranza e con le opposizioni. Il Pd porterà avanti l’impegno con chi vorrà starci. Abbiamo visto che in commissione ci sono i numeri per andare avanti” ha poi affermato.

Pier Luigi Bersani è invece più prudente sulle riforme “non pretendo di dettare il compito” ma torna a dire che sulle riforme “c’è il libero convincimento di senatori che, davanti a temi costituzionali, non possono essere richiamati a una generica disciplina di partito”.
“Nessun partito nella storia di Italia ha mai richiamato alla disciplina davanti alla Costituzione”.

Bersani auspica “una soluzione condivisa rispetto alla quale tutto il Pd prende il suo impegno” e avverte che “non c’è necessità di fare prove di forza, da nessun lato”. Sull’elettività dei senatori: “qui non c’è Bersani ma il libero convincimento di un numero di senatori con i quali – ammonisce – bisogna discutere e trovare una soluzione. Non mi risultato tentativi di mediazione, ho visto ricostruzioni prive di sostanza”.

Lorenzo Guerini, vicesegretario Pd: “Abbiamo detto che discuteremo fino all’ultimo, con il principio inderogabile che non si pò’ tornare al punto di partenza. Qualsiasi intervento che si possa immaginare, si prosegue e non si torna al punto zero”.

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