Altro che commentatore o allenatore: dopo il calcio David Beckham si dà al mondo che forse gli spettava di diritto se non fosse stato un bravo calciatore, quello del cinema. Con la sua immagina ha già lavorato tanto, come testimonial pubblicitario e poi a teatro. Adesso però sogna Hollywood, pur sapendo che parte con un handicap non da poco. Ma insomma se Reagan da attore è diventato presidente degli Stati Uniti, perchè lui da calciatore non può diventare attore? È stato lo stesso ex calciatore a rivelarlo al “Times”. “Molti sportivi che hanno provato la carriera di attori hanno fallito – ha premesso l’ex centrocampista – È una professione difficile che richiede abilità e disciplina. Non voglio aver fretta, ma procedere per gradi. E sono preparato alle critiche che mi aspettano”.

Tanto per cominciare, il prossimo anno avrà un piccolo ruolo in “Knight’s of the Roundtable: King Arthur”, di Guy Ritchie. Nel frattempo David Beckham, che dovrà recitare soltanto tredici battute, non vuole lasciare nulla al caso e si è già affidato all’amico Tom Cruise, per ricevere alcune speciali lezioni di recitazione. Cruise ha accettato con piacere, ma forse sarebbe stato meglio affidarsi a una scuola vera e propria. Anche perchè non ce ne voglia Tom Cruise ma probabilmente non parliamo di un numero uno della recitazione, un attore che forse sarà ricordato più per la sua bellezza che per la sia bravura. Insomma non è come prendere lezioni di recitazione da Al Pacino.

Quando ha fatto il suo sbarco nel 2007 negli States, quando ancora era un calciatore, è parso inevitabile che Beckham e Hollywood finissero per incontrarsi. Negli anni Beckham è stato infatti il testimonial di numerosi brand, recitando anche in spot pubblicitari. Certo un film è un’altra cosa, soprattutto nelle aspettative del pubblico. Beckham, sia pur a fine carriera, ha anche giocato nel nostro campionato quando il Milan lo ha ingaggiato per alcuni mesi come centrocampista. Un’avventura che certo non ha lasciato il segno in maglia rossonera ma che comunque ha dato modo a Beckham di dimostrare la sua classe, la sua professionalità, la sua educazione e la sua umiltà che non sono così scontate per un personaggio così potente nel mondo dello show business.

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