Si chiama ‘Awa Modula’ (Air to water to air), ed è un sistema creato dalla start up ‘Seas – Societè de l’eau aérienne Suisse’, presentato a Expo2015 in un convegno organizzato nel padiglione della Svizzera. E’ un progetto a impatto zero che si propone di produrre grandi quantità di acqua nelle zone colpite da siccità. Estraendo il bene più prezioso dall’aria, proprio come fanno condizionatori e deumidificatori. Ma la differenza è che l’acqua estratta è molto di più e soprattutto è assolutamente potabile. Il sistema utilizza, condensandola, l’umidità presente nell’atmosfera ed è in grado di produrre dai 2.500 ai 10mila litri di acqua al giorno

Ci sono già sistemi sperimentali della Seas in Messico, Perù, Ecuador, e ancora nelle isole Caraibiche, in Nord Africa, Sud Africa, Libano; negli Emirati Arabi e in Tunisia dove viene sperimentato per serre idroponiche; ad Abu Dhabi il progetto viene usato per alimentare una fabbrica di mozzarelle.

Anna Magrini, docente d’Idraulica, dell’ambiente ed energetica all’ateneo di Pavia: “La tecnologia è frutto di più di 4 anni di studio e aumenta e garantisce un impatto sull’ambiente molto ridotto o praticamente nullo, oltre a non rilasciare impurità nell’eco-sistema locale e propone una fonte senza limiti e inesauribile di acqua potabile”.

Il settore agricolo impiega il 70% dell’acqua complessiva, e l’industria manifatturiera comporta una domanda d’acqua che aumenterà entro il 2050 del 400%. E poi il costo dell’acqua potabile in bottiglia è sempre più alto, così come il suo mercato che cresce del 10,7% ogni anno. Se nel 2013 era di 117 miliardi, nel 2030 arriverà a 195 miliardi di dollari.

Rinaldo Bravo, general manager di Seas, l’azienda produttrice del dispositivo: “Supponendo trenta gradi di temperatura dell’aria, il settanta percento d’umidità e 21,9 grammi di acqua in un metro quadrato d’aria, potremmo estrarne il sessanta percento che vuol dire, a seconda dell’installazione, dai 2 mila ai diecimila litri d’acqua giornalieri, modulabili sino a centinaia di metri cubi, lasciando l’acqua in circolo costante, a temperature giuste, con la garanzia di una continua sanificazione”.

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