Se non puoi battere il tuo nemico… prova almeno a fartelo amico. E’ la strategia adottata da Uber, la celebre azienda californiana che si occupa di autonoleggio, che ha deciso di assumere Chris Valasek e Charlie Miller, i due hacker, famosi per bypassare i sistemi di sicurezza delle automobili.

In molti sono convinti che alcuni hacker si diano da fare proprio per mettersi in mostra e finire nelle grandi multinazionali, dopo aver provato sul campo di essere più furbi di chi in quella multinaizonale ci lavora già, per difendere la sicurezza dei sistemi informatici, evidentemente senza riuscirci.

Certo fa effetto che un pirata informatico finisca in cima alla lista delle preferenze di un ufficio “risorse umane” di un’azienda, importante, ma a volte accade.

Valasek e Miller sono coloro i quali qualche tempo fa violarono i sistemi informatici di Jeep Cherokee. In una calda giornata di agosto, invece di andare al mare, i due hacker erano riusciti ad entrare nel sistema Uconnect prendendo il totale controllo dell’automobile, gestendone accelerazioni e frenate.

Una violazione che fece il giro del mondo, tanto che FCA fu costretta a richiamare oltre un milione di vetture per aggiornare il sistema e chiudere la falla, con un enorme imbarazzo. L’impresa non passata inosservata e Valasek e Miller sono finiti nel mirino di Uber, nell’Advanced Technology Center. Adesso garantiranno la sicurezza della società con sede a San Francisco che sta investendo moltissimo in questo settore, soprattutto per quel che riguarda le vetture a guida autonoma.

I du hacker convinsero il giornalista Andy Greenberg di Wired Usa a fare da “cavia” per dimostrare come le auto moderne siano potenzialmente preda di attacchi da parte di hacker, che potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza stradale. E ovviamente ci riuscirono.

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