Dopo la pausa estiva il Parlamento torna a lavoro e mercoledì prossimo si riunirà la commissione Giustizia al Senato. Riflettori puntati sul ddl Unioni civili. La maggioranza è divisa sul tema con democrat e Ncd ancora in disaccordo. Nel frattempo gli alfaniani annunciano la loro contrarietà motivata dal fatto che il provvedimento non era nel programma di governo e potrebbero anche non votarlo.

Il Pd è convinto: “Non solo si faranno – dice il vicesegretario Debora Serracchiani in una intervista alla Stampa – ma vanno fatte come ci siamo presi l’impegno di farle, entro l’anno. Ci sono le condizioni per un voto largo del Parlamento”.

Come per l’ultimo giorno di calciomercato, le trattative, questa volta a Palazzo Madama, la trattativa è in corso. Sono due le richieste di Ncd: le unioni civili non dovranno essere equiparate al matrimonio e il tema del divieto dell’utero in affitto deve entrare all’ordine del giorno della discussione.

I democrat non sembrano completamente contrari, anzi ci sono segnali di apertura per accettare l’ipotesi di qualche modifica al disegno di legge.

Si spera anche nei voti del Movimento Cinquestelle e dell’area laica di Forza Italia. Il sottosegretario alle Riforme, Ivan Scalfarotto, spiegando che “non esiste nessuna novità in materia, né alcuna possibilità di procedere a significative variazioni del testo base. Questo per il semplice motivo – ha detto – che il lavoro del legislatore non potrà discostarsi dalle puntuali condizioni poste dalla Corte Costituzionale sull’argomento, con la sentenza 138/2010”.

“Da mesi un gruppo di dirigenti nazionali del Partito democratico, tra cui il senatore Giorgio Tonini – ha aggiunto Scalfarotto – sta infatti lavorando su uno schema che doverosamente non si discosta da quanto stabilito dalla Consulta e che conviene brevemente riassumere nell’impossibilità di estendere il matrimonio alle coppie omosessuali. Saranno le Unioni civili a conferire loro diritti, non solo individuali, ma di coppia, trattandosi di formazioni sociali riconosciute e protette dall’articolo 2 della Costituzione”.

Per il sottosegretario “il Partito democratico resta inoltre ovviamente legato alla piattaforma congressuale che ha portato Matteo Renzi alla segreteria nazionale del partito con il 70% dei suffragi, e che prevede l’adozione del figlio del partner (‘stepchild adoption’) e la reversibilità della pensione per il partner superstite”.

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