La riforma pensioni è una delle priorità, al rientro dalle vacanze, per Mattero Renzi. Tra le novità proposte ci sono quelle che riguardano le nuove regole per andare in pensione prima. Una di queste prevede una penalità fino al 30% per chi esce anticipatamente dal mondo del lavoro. Ma continua a tenere banco l’opzione del sistema contributivo. Una cosa è certa: chi pensa che della riforma Fornero non resterà nulla si sbaglia.

Dopo la presentazione della legge di stabilità, adesso tocca al Welfare, e soprattutto il tema della riforma pensioni. Cesare Damiano e Pier Paolo Baretta hanno portato sul tavolo del premier le proposte più interessanti dal punto di vista dei sindacati e dei cittadini: si parla di un taglio dell’assegno pari al 2% per ogni anno di anticipo.

Non sembra essere favorevole l’INPS che considera l’idea troppo costosa per il bilancio dello Stato. Si parla anche di estensione della possibilità offerta alle lavoratrici fino al 2014, che potevano uscire dal lavoro a 57 anni con l’”opzione donna”.

Opzione che piace al presidente Inps Tito Boeri, a non alla Fornero. «E’ falsa flessibilità – dice – di fatto rende quasi proibitivo l’anticipo del pensionamento».

Il Sole scrive che “Per l’ex ministro del Lavoro Elsa Fornero è tempo di reintrodurre flessibilità nell’età di pensionamento. Il taglio dell’assegno per chi decide di uscire prima dell’età di vecchiaia «potrebbe essere del 3-3,5% l’anno» afferma l’ex ministro. «Anche l’ex ministro Fornero sostiene che la sua riforma si può correggere: visto che anche Renzi e Poletti sono d’accordo che si introduca un criterio di flessibilità nel sistema previdenziale, aspettiamo la proposta del Governo» dichiara Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera”.

Cesare Damiano: “Anche l’ex ministro Fornero adesso sostiene che la sua riforma si può correggere: visto che anche Renzi e Poletti sono d’accordo che si introduca un criterio di flessibilità nel sistema previdenziale, aspettiamo la proposta del Governo” spiega il presidente della Commissione Lavoro della Camera. “L’occasione – continua Damiano – è rappresentata dalla legge di Stabilità: i parlamentari del Pd della Commissione Lavoro della Camera stanno già discutendo un disegno di legge condiviso da tutti i partiti: uscita dal lavoro a partire dai 62 anni con 35 di contributi e l’8% di penalizzazione”. “Si tratta – spiega il presidente della Commissione Lavoro – di una proposta che costa, ma non quanto ha sostenuto Boeri che, a nostro avviso, ha sbagliato i conti. Infatti, non tutti i lavoratori sceglieranno di andare in pensione a 62 anni e bisogna anche considerare i risparmi che si produrranno con meno Cassa integrazione e meno ammortizzatori sociali per gli ultra sessantenni che hanno perso il lavoro e che non trovano un reimpiego. Inoltre, molti esodati non ancora tutelati potrebbero optare per questa normativa”. “Centinaia di migliaia di lavoratori stanno aspettando questa soluzione: il Governo faccia la cosa giusta e apra un confronto vero ed approfondito con la Commissione Lavoro”.

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