Dopo Million Dollar Baby, magistralmente diretta da Clint Eastwood, Hilary Swank torna a recitare la parte di una donna con gravi disabilità fisiche. Se in quell’occasione era stato il pesante scotto da pagare per la rapida ascesa al gotha del mondo della boxe femminile, qui recita la parte di una donna alle prese con una delle più terirbili malattie neurologiche, ancora senza cura, la Sla. Con il suo ruolo sul grande schermo con Qualcosa di buono una delle attrici più talentuose di Hollywood punta dritto al terzo Oscar della sua carriera.

Il film che la vede protagonista è diretto da George C. Wolf. Kate vive su una sedia a rotelle a causa di una forma grave e incurabile di Sla. La malattia arriva come un uragano a travolgere la vita e la normalità. Un film sul dramma della malattia e della disabilità che non fa sconti ma che racconta e celebra la vita, l’amicizia e l’amore in generale. Per le piccole cose, per i gesti, per la volontà.

E’ proprio l’amicizia che nasce tra la protagonista e l’assistente che si prenderà cura di lei, Bec, interpretata da Emmy Rossum a fare da pilastro a un film che potrebbe diventare un cult.

Il film esce oggi e accsnto alla Swank, oltre a Rossum c’è anche l’attore Josh Duhamel, nei panni di Evan, il marito.

La trama

Kate (Hilary Swank) è una trentenne di successo la cui vita viene sconvolta da una terribile diagnosi: ha una incurabile malattia, la Sla. Kate e suo marito Evan (Josh Duhamel), iniziano la ricerca di un assistente che possa prendersene cura della donna a tempo pieno, e conoscono Bec (Emmy Rossum), studentessa che ha risposto all’annuncio nonostante non abbia la minima esperienza. Kate troverà grande forza dalla presenza di questa ragazza, confusionaria ma speciale, che diventerà il suo angelo custode. L’amicizia che nasce tra le due andrà al di là della sofferenza per la malattia.

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