A vederlo, è messo male, su questo non c’è dubbio. Continuano ad emergere nuovi particolari circa l’aggressione cui è stata vittima Vittorio Brumotti, campione di bike trial e voto noto della tv da quando è inviato di ‘Striscia la notizia’, a metà tra esibizioni e denunce di sprechi e cattiva politica.

Brumotti è stato brutalmente aggredito lunedì scorso in Liguria, rimanendo vittima di una rissa con una famiglia albanese. Per evitare incomprensioni, Brumotti ha voluto tornare sull’episodio spiegando la sua versione dei fatti: il campione sarebbe stato colpito mentre era con il padre.

Brumotti spiega: «Ho letto con profondo rammarico e amarezza le dichiarazioni rese dagli aggressori per mezzo del loro avvocato in vari organi di stampa. Non solo non ammettono le loro colpe, come avevo chiesto apertamente per tentare di svelenire una situazione che ha dell’incredibile e che poteva concludersi ancor peggio per me ed i miei compagni di allenamento , con il rischio di sfociare in pericolose reazioni xenofobe, ma tentano di “nascondersi” dietro ad una rissa mai avvenuta».

Ecco la sua ricostruzione dei fatti: «La realtà, come dimostrano i video ed i numerosi testimoni dell’accaduto, è una sola: io, mio padre ed i due amici che erano con noi durante l’allenamento di martedì siamo stati aggrediti selvaggiamente ed immotivatamente da due brutali soggetti, coadiuvati poi da una terza di sesso femminile che mi ha colpito al petto mentre ero a terra inerme». Prevedibile una dura battaglia legale.

Poi conclude: “Se non fosse stato per i caschetti che portiamo in allenamento, rimasti scalfiti dai terribili colpi, oggi probabilmente non saremmo qui né io, né tantomeno mio padre, a raccontare la vera storia di una tanto brutale, quanto inspiegabile aggressione”. Infine, “il serio e concreto rischio di compromettere la mia carriera”, assicura, esiste.

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