Berlusconi è contrario alle primarie del centrodestra per trovare il nuovo leader di una coalizione che dopo la sua uscita di scena è rimasta orfana lasciando molti voti al centrosinistra. Il Cavaliere preferisce un accordo tra i partiti. Condivisibile, ma è così facile? Silvio Berlusconi torna a parlare di politica e di centrodestra e lo fa a 360 gradi parlando di primarie, rispondendo a Giovanni Toti e iniziando a dialogare con Matteo Salvini pensando a un possibile accordo tra Fi e Lega.

Berlusconi spiega che «In troppe occasioni le primarie si sono rivelate uno strumento di consultazione popolare estremamente manipolabile e non in grado di esprimere il miglior candidato tra quelli in gara».

Ecco perchè Berlusconi preferirebbe che si arrivasse alla nomina del rappresentante della coalizione tramite «accordi» tra forze politiche. «Ritengo quindi che – continua Berlusconi – per l’individuazione dei candidati per le prossime elezioni amministrative il centrodestra debba scegliere, come è sempre accaduto, attraverso gli accordi tra le forze politiche che lo compongono».

Il governatore della Lombardia Roberto Maroni non è sorpreso, conoscendo bene la posizione di Berlusconi e in occasione del meeting di Cl a Rimini dice la sua: «Non è una novità. Io la penso diversamente, le primarie vanno fatte. Se fatte bene funzionano. E a Milano vanno fatte rapidamente».

Giovanni Toti: «Sono d’accordo con il presidente Berlusconi per quanto riguarda l’inefficacia dimostrata fino ad oggi dalle primarie celebrate dal Partito Democratico». Ma quando non c’è un accordo e l’alternativa è la divisione della coalizione su più candidati o l’individuazione di un metodo e regole accettate da tutti che possano essere utili per trovare una sintesi».

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