Doveva essere la stagione della consacrazione, e invece per Mancini sono tempi duri: il calcio d’agosto non perdona, soprattutto se i risultati sono estremamente negativi: le troppe sconfitte in amichevole, culminate con il doppio ko nel trofeo Tim contro Milan e Sassuolo hanno aperto nuove polemiche dando fiato ai detrattori del tecnico di Jesi. Che è stato richiamato come salvatore della patria al posto di Mazzarri, ma che sta faticando più del dovuto nel dare un’identità all’Inter.

Il gioco mostrato a sprazzi nella scorsa stagione non ha portato in dote i risultati sperati da Thoir, soprattutto in rapporto ai tanti investimenti effettuati. A gennaio scorso il Mancio si lamentava che l’Inter consegnatagli non era fatta a sua immagine e somiglianza. E così Thohir gli regalava Shaqiri, Podolski, Brozovic, Santon. In cambio un ottavo posto e le eliminazioni in Europa League e Coppa Italia. E allora via con nuovi innesti: Montoya, Murillo, Miranda, Kondogbia sembrano non essere sufficienti a dare all’Inter solidità difensiva e prolificità in avanti. E allora i Mancio chiede ancora: Peresic o Perotti, per giocare con un esterno d’attacco all’altezza. La sensazione è che le cinque giornate chieste da Mancini per mostrare un’Inter in forma siano troppe: vorrebbe dire essere già fuori dal giro scudetto. Thohir ha finito la pazienza e i soldi, e presto anche i tifosi potrebbero voltare le spalle a un allenatore al quale sono affezionati ma che forse in alcuni frangenti è stato sopravvalutato.

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